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🆕SANITA’ E DISSERVIZI – MAIELI (FI) E MASALA (FdI) AL SAN CAMILLO DI SASSARI

✅"Sistema in affanno, tenuto in piedi più dal senso di responsabilità del personale che da una reale programmazione sanitaria"

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Di Redazione

SASSARI > Sfidando le temperature sahariane, che questi giorni incidono ulteriormente sul benessere di chi si trova ad affrontare lunghe code e degenze presso le strutture sanitarie, i due Consiglieri regionali del territorio, Piero Maieli (Forza Italia) e Francesca Masala (Fratelli d’Italia), si sono recati stamani per un sopralluogo presso la struttura sanitaria San Camillo, gestita dalla ASL n. 1 di Sassari.

 

“Abbiamo riscontrato una situazione che definire complessa appare ormai riduttivo – hanno dichiarato i due Consiglieri regionali. Ciò che emerge è un sistema sanitario in evidente affanno, sostenuto più dal senso di responsabilità del personale che da una reale e coerente programmazione a livello regionale. Medici, infermieri e operatori garantiscono servizi essenziali ben oltre le condizioni ordinarie, arrivando a coprire ore aggiuntive rispetto a quelle contrattualmente previste. Una soluzione emergenziale che rischia di diventare strutturale, scaricando su pochi il peso di una macchina organizzativa che mostra crepe evidenti. Emblematica è la scelta di impiegare medici di medicina generale nei turni ospedalieri, una decisione che apre una questione tanto semplice quanto ignorata, ovvero chi assiste i cittadini negli ambulatori territoriali mentre questi professionisti vengono dirottati altrove? E a quale costo? Si pensa forse di colmare i vuoti con sostituzioni pagate anche 100 euro l’ora?”

 

Per Maieli e Masala “a rendere il quadro ancora più paradossale è la vicenda del Direttore Generale, allontanato due anni fa e oggi “neo-rieletto” sul piano legale, riportando la gestione alla situazione preesistente, delineata dalla precedente maggioranza. Un ritorno al passato che ha comportato la perdita di due anni preziosi, incidendo sulla continuità amministrativa, sulla qualità della gestione e sulla capacità di impiegare in modo efficace le risorse del PNRR. Dal 15 aprile, con il suo reinsediamento, si è registrata una ripartenza che può essere definita straordinaria, perché ha permesso il completamento di ben 19 strutture su 21, ma che si scontra con una realtà materiale ben diversa, ossia abbiamo strutture asseverate ma non completate con spazi non ancora fruibili e un San Camillo che, allo stato attuale, appare ancora come un cantiere. Il trionfalismo della maggioranza, pertanto, non trova alcun riscontro nella realtà osservata.”

 

Per i due esponenti politici regionali di opposizione, “altro nodo critico è la non conoscenza ai cittadini di una reale interconnessione tra le strutture sanitarie, elemento fondamentale per il funzionamento delle case e degli ospedali di comunità, che dovrebbero contribuire a decongestionare il sistema. A ciò si aggiunge la cronica carenza di personale, che stride con le dichiarazioni di chi sostiene che tutto sia sotto controllo. Basti pensare che, per garantire il funzionamento di una struttura come il San Camillo, servono più medici per coprire i turni, mentre a pochi chilometri di distanza, a Porto Torres, circa 5.000 cittadini risultano privi di medico di base.”

 

Piero Maieli ha sottolineato inoltre “la totale assenza di un sistema sanitario realmente interconnesso e richiama la necessità di un investimento deciso sulla componente tecnologica, con sistemi informativi efficienti, piattaforme integrate, sicurezza dei dati e strumenti di analisi avanzata sono condizioni imprescindibili per garantire decisioni rapide e appropriate, basate su dati certi. Questo sopralluogo è stato effettuato con l’intento di esprimere pieno sostegno al personale sanitario, amministrativo e tecnico, che, nonostante le difficoltà, continua a garantire servizi fondamentali e a mantenere in piedi un sistema che altri hanno lasciato fermo per troppo tempo. Serve un cambio di passo immediato, con meno parole e più responsabilità, perché la sanità sassarese non può continuare a reggersi sull’abnegazione di chi opera in prima linea né su soluzioni improvvisate e l’intera sanità sarda ha bisogno di un vero assessore alla sanità e non di uno part time”

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