SINISCOLA > Si è svolto ieri, sabato 4 luglio, nel capoluogo dell’Alta Baronia, “S’Atobiu Sardista”, convocato dall’ala del PSd’Az che fa capo al Presidente dei 4 mori, Antonio Moro.
L’incontro è stato propedeutico per esporre il programma e gli obiettivi futuri ma anche per ricordare due figure di rilievo della “cultura sardista”; l’antropologo bittese Bachisio Bandinu, scomparso pochi giorni fa, e Pasqualino Manca, esponente di spicco del PSd’Az, nonché Consigliere regionale, deceduto nel 2024.
A presentare l’incontro la dirigente del partito Carla Puligheddu, che ha esposto in questo modo l’obiettivo del convengo: “Il Partito esiste ancora, ma stiamo arrivando quasi all’estinzione. Ecco perché quei segretari e quei presidenti hanno raccolto la palla, che da Ghilarza è partita spontaneamente dalla base, per dire: è giusto pretendere che il Partito torni nelle mani dei sardisti.”
Svincolare il Partito dallo stallo che lo ha coinvolto negli ultimi otto anni, rilanciarlo eliminando la spinta antidemocratica e autoritaria che lo ha contaminato e un libero confronto che possa mettere al centro i giovani. Sono alcune delle intenzioni esplicitate nel documento “Su Manifesto de Orgosolo”, introdotto in questa occasione, che rivela le due priorità più urgenti per i sardisti: il ripristino della legalità (con il rinnovamento del Partito Sardo d’Azione nei metodi, nella trasparenza e nella rappresentanza) e l’apertura verso l’intero mondo identitario, attraverso una linea politica anticolonialista.
Sulla necessità attuale di rendere protagonista politico il Partito Sardo d’Azione, è intervenuto il presidente Antonio Moro: “La battaglia per le rinnovabili, le firme per la Pratobello, la mobilitazione per Cala finanza: i risultati che sono stati ottenuti in Sardegna dimostrano che oggi i temi chiave per lo sviluppo non passano più per i partiti e non stanno passando neppure più per il Parlamento dei sardi, per il Consiglio Regionale. E allora quale occasione migliore per il Partito Sardo d’Azione per darsi una posizione ferma e precisa su questi temi, che sono irrinunciabili per la politica sardista.”
Riguardo la convocazione di un congresso straordinario da parte di Cristian Solinas, Moro si è dichiarato all’oscuro, mentre Carla Puligheddu ha chiarito: “Noi vogliamo il congresso, ma vogliamo anche sapere chi ha il dritto di partecipare: siamo al mese di luglio, il tesseramento del settembre 2025 valido per il 2026 non lo conosciamo. Noi rivendichiamo che si ripristini la democrazia al nostro interno.”
Nel corso della riunione, i tanti interventi dei presenti non si sono limitati a proporre uno sguardo al futuro del Partito, ma anche a celebrare due fondamentali figure che ne hanno scolpito il passato: Pasqualino Manca, scomparso nel 2024, e Bachisio Bandinu, deceduto pochi giorni fa.
Consigliere regionale e storico esponente del PSd’Az, Pasqualino Manca è stato ricordato con affetto dall’onorevole Giacomo Sanna e dalla moglie Adelaide Balzano. Il ritratto emerso dalle loro testimonianze è stato quello di un uomo dai grandi valori, coerente e impegnato, che nell’attività politica sardista ha sempre riversato tutta la sua passione, senza mai dimenticarsi della sua professione di veterinario. Generoso e disponibile, due aggettivi che ne sintetizzano la personalità, rimasta invariata anche durante la terribile malattia che lo ha portato via.
Bachisio Bandinu, antropologo, giornalista e scrittore, sardista per eccellenza anche se mai tesserato, con i suoi insegnamenti ha ispirato alcuni passi del Manifesto. Per l’occasione è stato proiettato il suo noto intervento avvenuto durante la commemorazione del centenario dalla nascita di Antonio Simon Mossa. Le parole del poeta sardo e catalano, “No cadenas ma caminos”, riferite al risentimento che cede all’azione, Bandinu le aveva saggiamente traslate nella realtà attuale dell’Isola, rivendicando la necessaria ingerenza del sardo nella battaglia per la difesa dell’ambiente.
