CAGLIARI > La Commissione Cultura del Consiglio regionale (nella foto) ha avviato in mattinata il ciclo di audizioni sulla proposta di legge per la tutela e valorizzazione della musica tradizionale sarda e la poesia improvvisata.
Il testo, presentato dal gruppo Orizzonte Comune (primo firmatario Salvatore Cau), mira a salvaguardare un patrimonio inestimabile dellβidentitΓ sarda attraverso una legge di settore che ne riconosca lβimportanza e ne garantisca la trasmissione alle generazioni future. Tra le forme espressive tutelate, sono compresi il canto a tenore, la poesia di improvvisazione, il canto a cuncordu, il canto a chitarra e la musica strumentale tradizionale con particolare riguardo alle launeddas. Il provvedimento introduce strumenti per stimolare la pratica attiva e favorire lβinserimento in contesti educativi e sociali oltre a promuoverne la ricerca e la documentazione. Per le finalitΓ della legge Γ¨ prevista una dotazione finanziaria annuale di un milione di euro per il prossimo triennio.
Il parlamentino, presieduto da Camilla Soru (Pd) ha sentito gli etnomusicologi Marco Lutzu (UniversitΓ di Cagliari) e Roberto Milleddu (Conservatorio di Cagliari) e il presidente dellβIsre Leonardo Moro. Tutti hanno espresso apprezzamento per lβiniziativa offrendo anche qualche suggerimento per eventuali integrazioni.
Marco Lutzu, in premessa, ha parlato delle diverse espressioni poetiche e musicali presenti in Sardegna, alcune in espansione, altre, come la poesia improvvisata, a forte rischio di estinzione. Β«Una legge di tutela e salvaguardia Γ¨ quanto mai necessaria β ha sottolineato il docente dellβUniversitΓ di Cagliari β Γ¨ nostra responsabilitΓ provare a proteggere questo patrimonio e trasmetterlo alle generazioni future. Lβobiettivo Γ¨ permettere che queste forme espressive continuino ad essere praticate nei loro contesti tradizionali di riferimento (feste, eventi comunitari etc). Allo stesso tempo, occorre incentivare le attivitΓ di ricerca e documentazioneΒ». Lutzu ah quindi evidenziato alcuni aspetti della legge da correggere: Β«Nel campo dei canti religiosi occorre comprendere tutti quei canti devozionali (gocius, pregadorias, rosari) che non vengono eseguiti da gruppi organizzati ma in modo spontaneo dai fedeli durante le feste per i santiΒ». Lutzu ha inoltre suggerito di rivedere la norma sulla Consulta (prevedendo un organismo piΓΉ snello con un numero minore di componenti) e di valutare lβinserimento dei Comitati delle feste tra i destinatari delle risorse.
Argomentazioni condivise da Roberto Milleddu che ha sottolineato la necessitΓ di recuperare spazi di diffusione per la musica tradizionale e la poesia improvvisata: Β«Siamo arrivati a un momento di snodo. Nel mondo globalizzato, dominato da media potentissimi, queste forme espressive rischiano di diventare marginali β ha detto il docente del Conservatorio di Cagliari β cβΓ¨ bisogno di unβiniezione di vitalitΓ e interesse. Anche con la formazione e le attivitΓ divulgative. Un aspetto che manca oggi Γ¨ la competenza del pubblico che, in molti casi, conosce poco delle forme della tradizione canora e poetica della Sardegna. Far entrare in contesti scolastici pratiche musicali e poetiche Γ¨ fondamentale anche per favorire lβapprendimento della lingua sardaΒ».
Giudizio positivo anche dal presidente dellβIsre, Leonardo Moro, che ha espresso apprezzamento per la proposta di legge. Β«LβIsre si occupa da sempre della salvaguardia, tutela e divulgazione delle varie espressioni musicali dellβIsola. Siamo stati molto impegnati sul fronte del canto a tenore, oggi riconosciuto dallβUnesco, per il quale Γ¨ stato elaborato anche un piano di salvaguardia costruito dal basso. Lo stesso puΓ² essere fatto anche con la poesia improvvisata che merita di essere tutelata alla pari del canto a tenoreΒ».
Il presidente dellβIsre ha infine invitato la Commissione a riflettere sullβopportunitΓ di inserire in legge anche il canto polifonico tradizionale.
Su questβultimo punto, i proponenti e la presidente della Commissione Camilla Soru hanno precisato che quella forma di espressione musicale Γ¨ giΓ tutelata dalla legge regionale n.64 del 1986. Le audizioni proseguiranno nei prossimi giorni.
© Foto β Ufficio stampa Consiglio Regionale Sardegna
