Via libera definitivo della Camera con 227 sรฌ e 164 no. Proporzionale, premio di maggioranza a chi supera il 42% in entrambe le Camere, ritorno parziale delle preferenze e voto per i fuori sede. Ma con i sondaggi attuali nessuno dei due schieramenti, cosรฌ com’รจ oggi, arriverebbe alla soglia
ROMA > La maggioranza la chiama “Stabilicum”, le opposizioni “Melonellum”. Comunque la si voglia chiamare, da oggi l’Italia ha una nuova legge elettorale. La Camera l’ha approvata in via definitiva a scrutinio segreto, con 227 voti favorevoli e 164 contrari su 391 presenti e votanti, chiudendo un percorso cominciato con la proposta di Galeazzo Bignami, approvata a Montecitorio il 16 luglio e modificata dal Senato il 15 settembre. Il Rosatellum va cosรฌ in soffitta, e le prossime elezioni politiche, attese nel 2027, si giocheranno con regole molto diverse da quelle del 2018 e del 2022.
Il cambiamento piรน profondo riguarda la struttura stessa del voto. Spariscono i collegi uninominali, quelli in cui conquistava il seggio il candidato piรน votato del territorio: anche in Sardegna non ci sarร piรน la sfida diretta tra i nomi delle coalizioni, e tutti i seggi verranno distribuiti in proporzione ai voti nei collegi plurinominali giร esistenti. Il proporzionale, perรฒ, รจ corretto da un premio: alla lista o alla coalizione che arriva prima e supera il 42% sia alla Camera sia al Senato vanno 70 deputati e 35 senatori in piรน, sottratti alla quota proporzionale e non aggiunti ai 400 e ai 200 eletti. Il vincitore non puรฒ comunque superare 220 deputati e 113 senatori. Se nessuno raggiunge la soglia, o se le due Camere premiano schieramenti diversi, il premio non scatta e si torna a una ripartizione puramente proporzionale, senza alcun ballottaggio: il governo, in quel caso, andrebbe costruito in Parlamento. Restano invece le soglie di sbarramento di oggi, il 3% per le liste e il 10% per le coalizioni, con il ripescaggio della lista piรน votata tra quelle rimaste sotto il 3% in ogni coalizione.
Dentro la cabina elettorale le schede resteranno due, una per la Camera e una per il Senato, e resterร vietato il voto disgiunto. Sotto ogni simbolo compariranno sette nomi: un capolista, scelto dal partito ed eletto per primo se la lista conquista almeno un seggio nel collegio, e altri sei candidati sui quali l’elettore potrร esprimere fino a tre preferenze, barrando i nomi stampati. ร il ritorno, sia pure parziale, di uno strumento cancellato da anni, reintrodotto dal Senato con un emendamento approvato a settembre: chi esprime piรน di una preferenza dovrร alternare uomini e donne, altrimenti varrร solo la prima. Ogni forza politica dovrร inoltre indicare nel programma il nome di chi propone come presidente del Consiglio, senza che quel nome compaia sulla scheda e fermo restando il potere di nomina del Capo dello Stato. C’รจ poi una novitร attesa da tempo, che in un’isola da cui partono ogni anno migliaia di studenti e lavoratori pesa piรน che altrove: potranno votare nel comune di domicilio i fuori sede che vi vivono da almeno nove mesi, insieme ai caregiver familiari. Sull’articolo che lo prevede le opposizioni si sono astenute, definendolo un passo importante ma non sufficiente.
Se si votasse oggi
Per capire che cosa produrrebbe la legge con gli attuali rapporti di forza, il riferimento piรน solido รจ la Supermedia YouTrend/Agi del 1ยฐ ottobre, che mette insieme i sondaggi dei principali istituti.
Fratelli d’Italia รจ al 26,8%, il Pd al 20,4%, il Movimento 5 Stelle al 12,8%; seguono Futuro Nazionale di Roberto Vannacci al 7,7%, Forza Italia al 7,4%, Avs al 6,3% e la Lega al 5,7%.
Il dato politico รจ netto: nella loro forma piรน stretta nessuno dei due schieramenti arriva al 42%. Il centrodestra di governo vale il 41%, il campo largo formato da Pd, M5S e Avs il 39,5%, il premio, dunque, lo conquisterebbe chi riesce ad allargarsi. Se Futuro Nazionale entrasse nella coalizione di governo, il centrodestra salirebbe al 48,7% e avrebbe la maggioranza assoluta. Se invece Vannacci corresse da solo, sarebbe il centrosinistra allargato a Italia Viva e +Europa, al 43,4%, l’unico schieramento sopra la soglia, e il premio andrebbe a lui: รจ lo stesso esito a cui arriva una simulazione in seggi di YouTrend per Sky Tg24 di metร settembre.
Se nessuno si allargasse, infine, con una ripartizione proporzionale nessuno dei due blocchi raggiungerebbe i 201 seggi necessari, e Futuro Nazionale o i centristi di Azione diventerebbero gli arbitri della partita. Con una clausola che i sondaggi rendono decisiva: superare il 42% non basta, bisogna anche arrivare primi. E su chi arriverebbe primo gli istituti non concordano, segno che ogni proiezione va presa con grande prudenza.
Le due tesi
Chi sostiene la riforma insiste sulla stabilitร : con il premio gli elettori sanno chi governa la sera stessa del voto, e il tetto di 220 deputati impedisce al vincitore di raggiungere da solo il 60% dei seggi necessario per eleggere gli organi di garanzia.
Chi la critica parte proprio dal premio, ricordando che la Corte costituzionale รจ giร intervenuta sui premi di maggioranza, bocciando quello senza soglia minima del Porcellum e il ballottaggio dell’Italicum, e che un bonus fisso senza ballottaggio puรฒ trasformare il 42% dei voti in piรน della metร dei seggi.
