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Home Politica 🆕 COMPETENZE ARES – Delibera di Giunta 34/13, interrogazione alla Todde per illegittimità giuridica

🆕 COMPETENZE ARES – Delibera di Giunta 34/13, interrogazione alla Todde per illegittimità giuridica

✅ ALICE ARONI: "A rischio il personale ex-Lotto 4, cooperative e società che gestiscono CUP e supporto all'ARNAS Brotzu, AOU Cagliari e ASL Nuoro

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Di Redazione

CAGLIARI > Un’interrogazione in ordine ai profili di illegittimità giuridica della Deliberazione della Giunta Regionale n. 34/13 dell’8 luglio 2026 per usurpazione delle competenze gestionali di ARES Sardegna è stata sottoscritta da ben 16 Consiglieri di minoranza, prima firmataria Alice Aroni (UDC), relativamente allo stallo procedurale con paralisi della Centrale Regionale di Committenza e dimissioni di massa dei tecnici, alla conseguente perdita di governance dell’appalto CUP, all’impatto occupazionale sul personale ex-Lotto 4 e sui lavoratori delle cooperative/società esecutrici presso ARNAS Brotzu, AOU Cagliari, Asl Sassari,  Asl Gallura e  ASL Nuoro. Nonché sui rischi di AI washing e violazione delle direttive europee.

 

Con la Deliberazione n. 54/59 del 22 ottobre 2025, la Giunta Regionale aveva stabilito un indirizzo unitario per l’acquisizione integrata del sistema informativo CUP, del servizio operatori/call center e del servizio centralino , assicurando una governance centralizzata e la massima tutela dei livelli occupazionali.

 

“Ma con la successiva Deliberazione n. 34/13 dell’8 luglio 2026, la Giunta ha incautamente stravolto tale impianto – si legge nel documento -, disponendo lo spacchettamento dell’affidamento in tre procedure autonome (Sistema CUP, Operatori/Call Center, Centralino) e attribuendo alla Direzione Generale della Sanità dell’Assessorato la competenza per l’affidamento del sistema informativo CUP tramite accordi Consip , omettendo qualunque indicazione sull’aggiudicazione e la gestione degli altri due servizi. Dagli atti parrebbe profilarsi una situazione di incompetenza relativa e di violazione della Legge Regionale n. 24/2020, giacchè l’art. 3, comma 3, lett. i) della stessa assegna in modo vincolante ed esclusivo ad ARES Sardegna la funzione di centralizzazione degli acquisti, committenza e gestione delle tecnologie e dei servizi del SSR, e non può certo una delibera di Giunta derogare o espropriare funzioni stabilite da una legge regionale, configurando anche il rischio di un palese vizio di incompetenza relativa e violazione della gerarchia delle fonti; parrebbe configurarsi anche la violazione del principio di separazione tra indirizzo e gestione, giacché ai sensi dell’art. 4 del D.Lgs. n. 165/2001 e della L.R. n. 31/1998, gli assessorati devono limitarsi alle funzioni di indirizzo e programmazione, mentre arrogandosi la gestione negoziale per l’adesione alle convenzioni Consip, la D.G. Sanità trasforma l’organo di controllo in soggetto attuatore, con il rischio di inficiare la legittimità di tutti i futuri atti d’acquisto.”

 

Per Alice Aroni e gli altri 15 Consiglieri regionali di minoranza “si sta manifestando un chiaro blocco procedurale e una conseguente paralisi amministrativa, poiché in data 27 luglio 2026, i componenti tecnici di ARES hanno rassegnato con fermezza le dimissioni dal Gruppo di Lavoro per la gara CUP (Determinazione CRC n. 1190/2025) , denunciando la vanificazione di centinaia di ore di lavoro e il vuoto normativo generato dalla DGR 34/13. Contestualmente la stessa Centrale Regionale di Committenza (CRC) ha formalizzato l’impossibilità di proseguire nelle attività di progettazione , chiedendo indicazioni urgenti e confermando la paralisi delle procedure amministrative.  Questa polverizzazione dell’appalto rende di fatto inapplicabile la Clausola Sociale (art. 57 D.Lgs. 36/2023) , privando il bacino dei lavoratori di una tutela contrattuale unitaria, senza considerare che la frammentazione dei lotti espone a un drammatico calo occupazionale non solo gli storici operatori del personale ex-Lotto 4 , ma anche tutto il personale delle Cooperative e delle società in appalto che gestiscono le attività CUP e di supporto presso ARNAS Brotzu, AOU Cagliari e ASL Nuoro. Così anche l’introduzione disaccoppiata dell’Intelligenza Artificiale nel servizio centralino configura un’operazione finalizzata al mero taglio del personale , senza le dovute garanzie di affiancamento  e riqualificazione oraria imposte dalle norme europee e nazionali sul lavoro.”

 

Con queste motivazioni Alice Aroni e i Consiglieri firmatari dell’interrogazione chiedono alla Presidente Alessandra Todde, anche in qualità di Assessora ad interim della Sanità, di valutare l’urgenza di “annullare o revocare in via di autotutela (art. 21-nonies L. 241/1990) la Deliberazione n. 34/13/2026, ripristinando l’indirizzo unitario della DGR n. 54/59/2025 e restituendo ad ARES e alla CRC le competenze d’acquisto e di committenza loro attribuite per legge (L.R. 24/2020). Ed ancora, “quali direttive di estrema urgenza s’intendano impartire per superare la paralisi comunicata dalla CRC e ricostituire un unico Tavolo Tecnico di Progettazione dopo le dimissioni dei funzionari ARES e AOU Cagliari. Quali strumenti cogenti s’intendano inserire nei capitolati per imporre una Clausola Sociale vincolante e trasversale che assicuri il riassorbimento e la continuità contrattuale, oraria e reddituale sia del personale ex-Lotto 4 , sia del personale delle Cooperative e società operanti su ARNAS Brotzu, AOU Cagliari, ASL Nuoro, Asl Sassari e Asl Gallura, con il vincolo della territorialità delle sedi operative in Sardegna. Inoltre, i firmatari chiedono alla Presidente Todde “quale metodo la Giunta intenda vincolare l’uso dell’Intelligenza Artificiale nel centralino a un piano obbligatorio di riconversione professionale del personale, reimpiegando le risorse umane nella gestione delle liste d’attesa e del ricontatto utenti , nel rispetto dell’AI Act e della normativa giuslavoristica e se non sia più rinviabile la convocazione di un tavolo permanente tra Assessorato, ARES, Aziende Sanitarie e Organizzazioni Sindacali per dare immediate garanzie sul futuro del servizio e dei lavoratori.”

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