ROMA > Dopo il rincorrersi, per tutta la giornata di ieri, di voci ufficiose sulla sua partecipazione oppure no al Conclave che eleggerà il nuovo Pontefice della Chiesa Romana, è giunta stamattina la conferma ufficiale dalla stessa voce del Cardinale Angelo Becciu.
“Avendo a cuore il bene della Chiesa, che ho servito e continuerò a servire con fedeltà e amore, nonché per contribuire alla comunione e alla serenità del Conclave, ho deciso di obbedire come ho sempre fatto alla volontà di Papa Francesco di non entrare in Conclave pur rimanendo convinto della mia innocenza”.
Questo il testo del comunicato stampa diffuso dal Porporato di Pattada, che pone la parola fine al dibattito che in questi giorni ha tenuto banco nelle ovattate e discrete stanze d’Oltretevere.
A prescindere dalla rinuncia, una cosa però è certa.
Le ultime clamorose rivelazioni (i messaggi chat sino a qualche giorno fa inspiegabilmente tenuti nascosti al collegio di difesa del Cardinale, per arrivare alla divulgazione del messaggio audio tra il commissario della Gendarmeria vaticana, Stefano De Santis, e una delle accusatrici di Becciu, la papessa Francesca Immacolata Chaouqui) hanno ulteriormente fatto calare fosche ombre sulla vicenda che, per gli attenti e neutri osservatori, è una autentica macchinazione orchestrata ad arte per produrre il maggior danno possibile al Cardinale al fine di impedirgli in tutti i modi di partecipare al prossimo Conclave.
Probabilmente l’alto Prelato avrebbe ricoperto un ruolo importantissimo nella scelta del Successore di Pietro (cosa comunque da non escludere avvenga lo stesso, malgrado la sua rinuncia a partecipare al Conclave), considerate le riconosciute doti di fine diplomatico che, nella sua parabola apostolica, lo hanno sempre portato ad essere determinante in delicati rapporti di rilievo internazionale.
Come lo fu per la “distensione” tra USA e Cuba che dopo 50 anni di assenza di rapporti diplomatici tra i due Paesi, sfociò con lo storico incontro dell’11 aprile 2015 tra l’allora Presidente americano, Barak Obama, e il leader cubano Raul Castro, fratello di Fidel.
Angelo Becciu, all’epoca, ricopriva l’incarico di nunzio apostolico della Santa Sede a Cuba.
