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🆕 GIACOMO MATTEOTTI – LA CAMERA DEI DEPUTATI INTITOLA SCRANNO AL SOCIALISTA ASSASSINATO

✅ Un secolo fa denunciò la violenza fascista: “Io il mio discorso l'ho fatto, ora voi preparate il discorso funebre per me”

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Di Martina Orunesu

ROMA > Mercoledì 27 maggio, alla Camera dei Deputati, è stato intitolato un seggio e una targa in onore di Giacomo Matteotti, proprio sullo scranno dal quale pronunciò il suo storico e fatale discorso.

 

102 anni sono trascorsi da quel 30 maggio del 1924, giorno in cui il grande deputato Socialista si alzò in piedi sul seggio con l’intenzione di chiedere l’annullamento dei risultati delle elezioni avvenute il 6 aprile dello stesso anno.

 

La denuncia era chiara e profondamente documentata. Con i dati alla mano, tra le urla rabbiose della maggioranza, Matteotti segnala le illegalità, le violenze e gli assassinii che hanno portato alla vittoria del “Listone” fascista. Egli racconta come in varie regioni agli elettori sia stato vietato l’ingresso alle urne, oppure del rapimento e dell’uccisione, poco prima del voto, del candidato socialista Antonio Piccinini in Reggio Emilia.

 

Lo scopo è dimostrare l’illegittimità del governo mussoliniano, rivendicando il principio della sovranità popolare: il suo successo non è dovuto al reale consenso degli italiani, ma al timore e alla prepotenza perpetuate dai militanti.

 

Al termine del suo fatidico intervento, quasi come una nefasta premonizione, rivolgendosi ai colleghi deputati, Matteotti pronunciò la fatidica frase, quasi un epitaffio: “Io il mio discorso l’ho fatto, ora voi preparate il discorso funebre per me”.

 

E così fu. Pochi giorni dopo, infatti, il 10 giugno 1924, una squadra della “Ceka fascista” lo attende all’interno di una Lancia Kappa nera sul Lungotevere Arnaldo da Brescia.

 

La polizia segreta, strumento illegale manovrato dai collaboratori di Mussolini, guidata da Amerigo Dumini, lo rapisce e lo uccide brutalmente.

 

Il suo corpo verrà rinvenuto solo due mesi dopo.

 

Il giorno dopo, l’11 giugno, Matteotti si sarebbe dovuto rivolgere nuovamente alla Camera per rendere pubblico uno scandalo finanziario dovuto a delle concessioni petrolifere della compagnia americana Sinclair Oil che, come fu acclarato, risultò in stretti legami affaristici con i vertici del regime fascista e con diversi membri della famiglia reale.

 

Più di un secolo è trascorso da quei tragici fatti e Montecitorio ha deciso di omaggiare il politico e l’uomo che ha rappresentato, e rappresenta tutt’oggi, l’emblema della difesa della democrazia.

Un’iniziativa del presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che riecheggia come esortazione alla salvaguardia della libertà contro ogni forma di dispotismo.

 

A conclusione della cerimonia di intitolazione dello scranno, la Camera ha osservato un minuto di silenzio, seguito dall’applauso dei Deputati.

 

Purtroppo la partecipazione dei deputati non è stata unanime. Diverse, infatti, le assenze, in particolare nei banchi della maggioranza di Governo.

 

Fatto ingiustificabile, considerato che anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in passato ha più volte celebrato la memoria di Giacomo Matteotti. “Fu ucciso dallo squadrismo fascista – aveva dichiarato – e il suo omicidio ci ricorda che la democrazia è tale soltanto se si fonda sul rispetto dell’altro”.

 

In segno di rispetto, e in memoria del supremo sacrifico, il seggio parlamentare occupato da Giacomo Matteotti non verrà più assegnato ad alcun deputato.

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