ORUNE > “Poetas e Emigrados” è un ponte tra le radici sarde e il mondo, la poesia che ci canta e l’emigrazione che ci ha portato lontano, sempre con il cuore a casa. Quest’anno si è arricchito di una presenza straordinaria, quella del M° Pinuccio Sciola, un artista che ha dato voce alla materia più antica e silenziosa della nostra terra: la pietra.”
Così l’assessora alla Cultura di Orune, Giuliana Pittalis Chessa, all’indomani del successo della quarta edizione di “Poetas e Emigrados” che “vuole continuare a far suonare la materia della nostra memoria. L’emigrazione, che per tanti è stata dolore e distacco, si trasforma in poesia, in racconto, nel ponte tra chi è partito e chi è rimasto, tra il passato che ci ha formato e il futuro che stiamo scrivendo. Il percorso di quest’anno, “A Theraca a Cuntinente”, non è stato solo un richiamo geografico o storico – ha dichiarato Giuliana Pittalis Chessa – ma un sussulto della nostra memoria collettiva. Grazie alla Bibliotecaria Giovanna Moreddu, anima pulsante di questa ricerca; le sue intuizioni, la tenacia e l’amore per le radici hanno fatto nascere il progetto. Orune è una comunità che conosce e ricorda il viaggio dei propri figli – ha aggiunto l’assessora -, e perciò destinata a non dimenticare sé stessa. Grazie al progetto del Coro “Lizera” del M° Giuseppe Porcu e a tutti i coristi per la passione e l’impegno profusi; al Circolo Shardana, alla sua presidente Nicoletta Menneas e a Pietro Cossu; alla FASI e al suo presidente Bastianino Mossa.”
Per la sindaca Giovanna Porcu, “raccontare la storia di Orune attraverso le sue donne e i suoi uomini che sono partiti significa riscrivere il valore della nostra identità. Questi orunesi hanno portato con sé la nostra dignità, la nostra riserva, la nostra intelligenza pratica e quella capacità di adattamento che è cifra distintiva del nostro popolo. Per questo – aggiunge – ci tengo a ringraziare, a nome mio personale, dell’amministrazione e dell’intera cittadinanza, l’Associazione ASD Orunese, la Proloco e il Comitato Beata Vergine del Carmelo per il prezioso aiuto e collaborazione forniti per la buona riuscita dell’evento. A tutti loro va il nostro plauso e la nostra riconoscenza.”
“Il nostro intento – ha concluso Giovanna Porcu – è ambizioso: vogliamo trasformare l’evento in qualcosa di più di una ricorrenza annuale, creare una rete continua. È la nostra voce che si fa storia. Speriamo che questa quarta edizione sia stata il preludio di un percorso virtuoso che ci veda ancora insieme per molti anni. “A Theraca a Cuntinente” non è, infatti, la fine di una storia, ma l’inizio di una consapevolezza nuova. Per ascoltare, e soprattutto per voler costruire insieme il futuro della nostra memoria.”
