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FUMETTI – 62 anni fa usciva il primo numero di “Zagor”

"La foresta degli agguati" inaugurò una stagione straordinaria del fumetto italiano di qualità

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Di Paqujto Farina

“Za-gor-te-nay”. Questo il nome per esteso, che la leggenda narra sia, in dialetto algonchino, “lo spirito con la scure”.

 

In realtà non significa niente, è pura invenzione, frutto della straordinaria fantasia del suo autore, Guido Nolitta (pseudonimo di Sergio Bonelli) che, in coppia con il disegnatore Gallieno Ferri e in seguito di Franco Donatelli, diede vita ad una delle collane più fortunate e di successo della storia del fumetto italiano di qualità.

 

La “striscia” numero 1 (così si chiamava l’albo prima della conversione nel più comune formato Zenith gigante) uscì nelle edicole il 15 giugno del 1961, con il titolo “La foresta degli agguati” e già nelle prime vignette appare il co-protagonista delle storie, la spalla insostituibile e perfettamente in contrappunto con il protagonista, ovvero il “piccolo messicano dal grande ventre”: Felipe Cayetano Lopez Martinez y Gonzales, comunemente conosciuto con il semplice nome di Cico, personaggio pittoresco, sempre afflitto da un robusto appetito.

 

Le avventure di Zagor sono ambientate nei primi decenni dell’Ottocento nell’immaginaria foresta di Darkwood, ma con riferimenti reali, situata vicino ai Grandi Laghi e al Canada.

Comunque capita anche che il personaggio affronti lunghi viaggi sia all’interno degli Stati Uniti che in giro per il mondo, come il Messico, la Groenlandia, la Scozia e l’Africa, incontrando anche civiltà ritenute estinte, come quella vichinga, preistorica, di Atlantide.

 

Le storie si caratterizzano per la varietà degli spunti, dei temi, dei personaggi e delle situazioni, con una notevole commistione di generi, dal western al fantasy alla fantascienza.

 

Strenuo difensore della foresta e dei nativi d’America, le armi di Zagor sono la pistola modello “Colt” e l’inseparabile scure indiana fatta con una pietra arrotondata, oltreché la forza straordinaria delle sue braccia e un’agilità fuori dal comune.

 

Zagor, il cui vero nome è Patrick Wilding, si ritrova a fronteggiare rivolte indiane ma anche invasioni extraterrestri e oltre gli indigeni nativi e i trappers, nelle sue avventure incontriamo spesso creature fantastiche come vampiri, lupi mannari, e altri strani personaggi. 

Meritano particolare menzione il malefico, quanto geniale, “Dottor Hellingen”, il vampiro “Bela Rakosi“, “Super Mike”, “Iron-Man”, il simpatico “Guitar Jimm”, “Eskimo”.

 

Lo Spirito con la Scure è sempre vestito con una maglia rossa, di fattura indiana, con un cerchio giallo sul petto che all’interno raffigura l”Uccello del Tuono”.

 

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