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Razzi, Sgarbi e le cene romane – Excusatio non petita, accusatio manifesta

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CAGLIARI > Non hanno ottenuto il risultato sperato le precisazioni e la presa di distanza di Vittorio Sgarbi sulla ormai famosa cena romana, alla quale erano presenti parlamentari di diversi partiti e sui quali si è scagliata l’opinione pubblica, sdegnata per le “inappropriate” (per usare un eufemismo) esternazioni goliardiche espresse dai commensali.

Il critico d’arte ha parlato di “filmato apocrifo, una burla, fatta per prendere in giro Razzi, con il quale non ho rapporti – ha detto. Ho fatto una serie di battute che erano l’opposto del mio pensiero. L’idea di questi parlamentari che ritardano il voto è insopportabile. Ho finto per un attimo di dare ragione a Razzi”.

Purtroppo la excusatio di Sgarbi non è bastata a far calmare le acque della polemica, che in poche ore si è trasformata in caso politico, rimbalzando pesantemente nelle segreterie di partito. Lo stesso Presidente del Partito Sardo d’Azione, Antonio Moro, non ha usato mezze parole per condannare e stigmatizzare l’accaduto. 

“La travagliata settimana romana ha certificato la distanza che corre tra i sardisti e alcuni eletti con il Psd’Az – ha dichiarato Moro -. Marchiamo pertanto la distanza politica e personale da atteggiamenti e comportamenti inopportuni e irrispettosi”.

La netta presa di posizione del presidente del PSdAz palesa inconfutabilmente una crescente tensione politica, che va oltre la mera condanna della “goliardata” teverina e sancisce, forse in maniera definitiva e pubblica, una frattura che appare ormai insanabile all’interno del partito più importante della maggioranza che governa la Regione Sardegna.

Con Sgarbi e Razzi erano presenti deputati e senatori di diversi partiti, praticamente l’intero arco costituzionale: Emilio Floris Forza Italia, Carlo Doria e Lina Lunesu Lega-PSdAz, Giuseppe Luigi Cucca e Gennaro Migliore di Italia Viva, l’eurodeputato leghista Angelo Ciocca, Tommaso Cerno del Partito Democratico, oltre a giornalisti e conoscenti dei parlamentari, come Salvatore Merlo del Foglio e Flavio Sensi, Direttore generale della ASL di Sassari, molto amico di Carlo Doria.

Tutti appartenenti a gruppi parlamentari che hanno voluto (almeno ufficialmente) la riconferma di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica.      

 

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