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GIORNATA DELLA MEMORIA – “Dimenticanza è sciagura, mentre memoria è riscatto”

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di Regina Serrittu

“Dimenticanza è sciagura, mentre memoria è riscatto” (Anneliese Knoop-Graf)

Questo celebre aforisma serve a farci riflettere sulla Giornata della Memoria, ricorrenza internazionale che si celebra il 27 gennaio di ogni anno per commemorare le vittime dell’Olocausto e la “Shoah”, il genocidio degli ebrei operato dalla Germania nazista e i suoi alleati durante la Seconda Guerra Mondiale.

E’ storicamente significativa perché evoca il giorno esatto in cui, nel 1945, le truppe dell’Armata Rossa entrarono per la prima volta ad Auschwitz-Birkenau, il tristemente noto campo di sterminio dove trovarono ad aspettarli circa nove mila prigionieri in condizioni disumane, i forni crematori (dove venivano bruciati i cadaveri) e tanti resti di esseri umani nelle fosse comuni.

Nel solo campo di Auschwitz furono sterminate circa un milione di persone, non solo ebrei ma anche Rom, Sinti, prigionieri di guerra, testimoni di Geova. Uno genocidio di massa che i nazisti in fuga avevano provato a nascondere bruciando documenti e distruggendo i forni crematori e baracche.

Non tutti sanno che in realtà, Olocausto e Shoah, hanno due significati diversi. Con Olocausto si fa riferimento a una forma di sacrificio praticata nell’antichità, specialmente nella religione greca e in quella ebraica, in cui la vittima veniva interamente bruciata. Il termine Shoah, invece, nella lingua ebraica significa “tempesta devastante” e viene usata per la prima volta nella Bibbia, nel libro di Isaia (47, 11).

Per commemorare il 60esimo anniversario della liberazione dei campi di concentramento, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, riunitasi il 1° novembre 2005, con la risoluzione 60/7 proclamò ufficialmente il 27 gennaio “Giornata Internazionale della Memoria” delle vittime dell’Olocausto. 

Tutti gli stati membri delle Nazioni Unite hanno il dovere di inculcare nelle generazioni future le “lezioni dell’Olocausto” per non dimenticare le sofferenze di allora, per saper scegliere di evitare nuove sofferenze oggi.

Come disse Primo Levi. “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre”.

 

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