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La scomparsa di Demetrio Marco De Luca, Presidente Alto Comitato della Fondazione Cultura e Religioni per l’umanità e la pace. Il ricordo di Angelo Rojch

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La scomparsa improvvisa del Prof. Demetrio Marco De Luca (a destra, nella foto, con Giovanni Paolo II) Presidente Alto Comitato della Fondazione Cultura e Religioni per l’umanità e la pace, in coerenza con la sua visione culturale e religiosa, è rimasta chiusa nel privato, nell’ambito familiare senza necrologi, senza informazioni esterne, ma solo affidando tutti alle preghiere. Il Prof. De Luca personaggio di alta cultura, leader mondiale in cristologia comparata e artefice silenzioso della ricerca di un comune denominatore tra i valori cristiani e le altre culture religiose, aveva posto in essere iniziative in tutti i continenti della terra, tenendo rapporti con tutti i capi religiosi del mondo. Il suo obiettivo da cinquanta anni era trasmettere nelle istituzioni i valori di Cristo, insieme alle altre culture religiose. Al termine della cerimonia funebre, Angelo Rojch Presidente della Fondazione, ha voluto ricordare la grande figura di De Luca, con il quale aveva organizzato il primo incontro mondiale delle culture religiose in Sardegna.

Il ricordo del Prof De Luca da parte di Angelo Rojch.

Negli ultimi dieci anni, ogni sera, prima che iniziasse a leggere il Vangelo e preparare gli incontri con tutte le culture religiose, il Prof De Luca mi informava sulle problematiche affrontate durante la giornata e sugli incontri che sarebbero avvenuti il giorno dopo. Quando ci sentivamo la mattina, tra le nove e le dieci, spesso mi ripeteva, con voce stanca – stanotte non ho dormito, non ho mangiato, solo un po’ di miele.  – Professore, lo incalzai, –  questo ritmo di lavoro non c’è uomo che lo possa reggere. Egli mi rispose – non posso non ricevere le delegazioni che vengono a trovarmi. Incontri che duravano ore, non si risparmiava, così il Prof De Luca ha immolato la sua vita come Cristo, per gli altri, per la pace e la fratellanza nel mondo, sorretto da una fede incrollabile legata ai valori di Cristo nella storia: – siamo tutti fratelli e figli di un unico Dio, ripeteva in continuazione a tutti i suoi interlocutori. La più grande rivoluzione della storia non è quella francese ma quella di Cristo.

Questi valori non rimasero chiusi nel suo cuore e nella sua mente, neppure diciottenne, sostenuto dal grande Cardinale Agagianian, presentò ad un gruppo di cardinali dopo un’ampia discussione, la bozza di un documento che diede vita a Nostra Aetate, con l’apertura all’ecumenismo e a tutte le culture religiose. Le stesse idee e valori continuarono con la commissione paritetica interparlamentare, perché penetrassero nel cuore delle istituzioni. La svolta si ebbe nel primo incontro mondiale delle culture religiose in Sardegna, a Galtellì, ai piedi del Cristo de Los Milagros, preparato e organizzato con il sottoscritto. Il documento firmato, dopo tre giorni di dibattito, suonava: siamo tutti fratelli, riportato in un numero speciale dell’Ortobene, giornale della curia, e nell’Osservatore Romano.

Nel 2014 a Toruń nel Forum che riuniva settantuno reti universitarie cattoliche e laiche, il discorso di De Luca, cambiò la storia degli interventi riservati al mondo cattolico. L’idea evangelica della fratellanza, tanto cara a Papa Francesco, divenne la base antropologica delle altre culture religiose, volte a raccogliere la sfida per una nuova umanità.

Mi riferisco alla costante iniziativa del Prof De Luca e delle altre culture religiose presso l’Onu, per creare un nuovo modo di concepire i rapporti tra le religioni monoteiste teso al raggiungimento di un nuovo status a Gerusalemme in cui ognuna avesse pieno riconoscimento e autonomia. 

Attraverso lo spirito di pace e collaborazione reciproca che improntava la sua incessante attività di dialogo tra le religioni caldeggiava l’avvicinamento della Russia all’Europa nonché la garanzia che i principi di libertà e rispetto dei diritti umani potessero finalmente essere patrimonio di tutti.

Sino agli ultimi giorni della sua vita il Professore si era attivato con le religioni presso l’Onu per inviare vaccini ai paesi poveri dell’Africa. Gli chiesi come facesse a porre in essere tutte queste iniziative. Egli mi rispose: – non sono io, come diceva Madre Teresa di Calcutta, sono un pennino, è Cristo che guida le nostre azioni e le storie degli uomini.

Mi auguro che gli eredi culturali e valoriali del Professore, sappiano cogliere la sua alta testimonianza. Di fronte alla grandezza di De Luca, studioso, credente, portatore di alti valori, gli eredi sparsi nel mondo si sentono inadeguati. Dal cielo Demetrio Marco De Luca illumini con la benedizione di Cristo la loro azione. Seguiamo il suo esempio: in ogni circostanza luttuosa, al di là di ogni umana solidarietà, il Professore invitava tutti a pregare e a pregare.

Con questo spirito, a nome della Fondazione Culturale delle Religioni per l’umanità e la pace, figlia del Professore e di tutte le persone presenti e da lui incontrate nel mondo, vogliamo rivolgere con grande commozione ai figli e familiari tutti le più affettuose condoglianze. (Fra.Roj.)

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