di Pietro Corosu
L’intervento del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, che chiama direttamente in causa Mario Draghi, apre uno spiraglio di speranza per i lavoratori ai quali è già stata recapitata la lettera di licenziamento.
E’ ormai palese che le scelte del new management, a ridosso del lockdown pandemico, hanno portato allo spasmo finale le già martoriate finanze della compagnia.
Parliamo di Air Italy, già Alisarda, che da decenni noi sardi consideravamo la nostra compagnia di bandiera pur essendo di proprietà del principe ismaelita Aga Khan Karim, amato fondatore della Costa Smeralda.
Le diverse azioni, le scelte tecnico-industriali, rese effettive a più riprese, hanno di fatto creato ulteriore pregiudizio economico alla compagnia; scelte sicuramente discutibili e che faranno torcere il naso e intraprendere azioni a chi di dovere, ma sulle quali è opportuno non entrare nel merito.
La drammaticità della vicenda emerge dall’atteggiamento della proprietà, la quale, oltre ad essersi adoperata a ridimensionare la propria flotta, non ha dato alcun segnale di volerci ancora provare. Ne è prova lampante la mancata partecipazione alla gara sulla continuità territoriale aerea da e per la Sardegna, che avrebbe garantito, in caso di aggiudicazione, diverse decine di milioni di euro di incassi o eventualmente di mettere sul mercato il proprio know how, le professionalità dei propri dipendenti unitamente alle concessioni stesse generando un plus valore.
Viene da chiedersi: perché questo atteggiamento ostativo e di chiusura dei vertici Air Italy anche nel tentativo dello Stato di voler prorogare i termini della cassa integrazione?
A questo punto sembra proprio di capire che al nuovo azionista di riferimento della Air Italy non interessi proprio più nulla di voler far ripartire la compagnia.
Non esiste uno straccio di proposta industriale, un minimo sentore di voler rilanciare, almeno in parte, le sue attività.
Ma vista la situazione che colpa possiamo dare alla politica?
I tentativi, da parte delle istituzioni, di voler aprire un dialogo, vi sono stati a tutti i livelli, dal governatore Solinas, ai ministri e sottosegretari del Governo, ma non vi sono state risposte da parte della compagnia.
Ora si spera che l’intervento del premier Mario Draghi, richiamato dal sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, possa convincere gli azionisti ad un cambio di rotta.
Sarà sicuramente dovere dello Stato voler prorogare la cassa integrazione, giusta e legittima, per i lavoratori che hanno perso il lavoro, ma l’obiettivo dev’essere un altro. Ovvero quello di credere in un percorso che deve partire dai lavoratori, forti del proprio status formativo acquisito negli anni, con una grande esperienza.
E’ da loro che deve innalzarsi una voce, forte, che dovrà far ricredere agli azionisti che il rilancio della compagnia sarà nuovamente possibile con nuove formule, nuove idee e, perché no, con nuovi mercati.
