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CONCESSIONI DEMANIALI – Dal 2024 sarà in vigore la direttiva Bolkstein. Siamo preparati?

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L’applicazione della direttiva Bolkstein ci coglie impreparati.

di Pietro Corosu

A partire dal 1°gennaio 2024 la direttiva Bolkstein in merito alla certificazione sull’utilizzo delle spiagge dispiegherà i suoi effetti rendendo libere al mercato le concessioni delle spiagge e dei servizi balneari.

E’ una doccia fredda per la Sardegna la notizia che il Consiglio di Stato annulla le proroghe decennali delle concessioni marittime-balneari che riguardano anche le sue coste. Dato atto che battigia e spiaggia, che interessano gran parte dei circa 2.000 km della nostra isola fanno parte del Demanio dello Stato, ovvero non vengono considerate un bene appartenente all’ente locale territoriale ma un bene pubblico dello Stato di Diritto.

Questa constatazione non deve essere considerata come una controparte dei balneari a supporto delle direttive UE e dello Stato. Ma, più semplicemente, vuole creare una nuova idea e prospettiva per tutti gli operatori di settore. Vedere tuonare in tv il segretario leghista ed l’assessore regionale competente sul fatto che le nostre concessioni possano scaturire voraci appetiti di imprese colluse con la malavita e/o con organizzazioni di tipo mafioso, spaventa e mette in guardia.

E’ chiaro che, qualora lo strumento di gestione delle Concessioni fosse il nuovo codice degli appalti – D.lgs 50/2016 – per quel che concerne l’onorabilità dell’appaltatore proponente, presuppone uno screening molto ben dettagliato rifacendosi addirittura ad eventuali precedenti soci e/o amministratori della ditta partecipante. Ma quello che dovrebbe un attimino destare attenzione è l’eccessiva discrezionalità data all’amministrazione concedente, in quanto tale decreto pone in seno ad essa la scelta da effettuarsi che può anche non essere soddisfacente per l’amministrazione in termini economici ma deve piacere ad essa.

Detto questo il codice appalti per quel che concerne le concessioni marittime balneari è sostituito in toto dal codice della navigazione il quale in qualche maniera dovrebbe essere rimodulato attraverso l’utilizzo delle procedure D.lgs 50/2016, che a loro volta andrebbero in parte rimodulate soprattutto nelle parti nelle quali emergono larghe discrezionalità da parte della stazione appaltante.

Infatti, se il metro per effettuare la scelta non dovesse essere quello della maggior redditività per l’amministrazione, la scelta in merito alla simpatia o alla maggior credibilità del progetto di gestione potrebbe essere anche corretto. Vi è da dire però che con queste regole è chiaro e lampante che un inquinamento delle scelte amministrative possa esserci.

E’ palese quanto gli attuali titolari di concessioni hanno investito e probabilmente esercitano da generazioni su quel tratto di littorale la loro arte e professione.

Ma con quali benefici per il territorio e per la collettività?

Vi è da considerare il fatto che il costo effettivo oggi delle concessioni demaniali è molto spesso esageratamente sottostimato. Mettere a gara dette concessioni con dei parametri più realistici sarebbe un primo passo di legittimità nei confronti degli altri operatori del settore non beneficiari di concessioni.

Purtroppo, i soli due anni di tempo stabiliti dal consiglio di Stato, sono un arco temporale troppo breve per consentire al legislatore di porre delle regole severe e ben precise e soprattutto eque nell’offerta delle concessioni.

Ci sarebbe tanto da proporre ed evidenziare in merito per cercare di far definire a chi di dovere una normativa congrua ed equa per tutti e soprattutto con delle limitazioni verso le eventuali monopolizzazioni che potrebbero crearsi.

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