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REFERENDUM GIUSTIZIA – IL PREMIO NOBEL GIORGIO PARISI SI SCHIERA A FAVORE DEL “NO”

✅ Per lo scienziato "è di fondamentale importanza difendere l'indipendenza della Magistratura"

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Di Paqujto Farina

ROMA > “Prima di essere uno scienziato sono un cittadino. E come cittadino questa battaglia mi interessa moltissimo perché penso che il punto fondamentale sia essenzialmente difendere l’indipendenza della Magistratura”.

 

Giorgio Parisi, l’autorevole scienziato premio Nobel per la Fisica nel 2021, ha apertamente preso posizione pubblica sul referendum in materia di Giustizia, in particolare sul quesito che riguarda la separazione della carriere tra Magistrati e Giudici.

 

Parisi, in un’intervista al quotidiano la Repubblica, ha largamente espresso le ragioni del suo endorsement dichiarando l’adesione al comitato “Società civile per il NO”.

 

A detta del premio Nobel è stato lo stesso presidente del Comitato, Giovanni Bachelet, figlio di Vittorio, l’allora vicepresidente del CSM assassinato nel 1980 dalle Brigate Rosse, a coinvolgerlo nella battaglia referendaria

 

“Ho fatto politica attiva dal 2006 al 2012 -ha dichiarato Parisi- e adesso sento il dovere di impegnarmi di nuovo perché sono convinto che lo scopo politico di questa riforma sia  quello di indebolire la magistratura. Noi ci schieriamo in difesa della sua indipendenza affinché i magistrati possano continuare a indagare anche i politici, che non devono ritornare a essere una casta di intoccabili”.

 

“I romani avevano il principio divide et impera e con questo principio hanno dominato mezza Europa -ha aggiunto Parisi-. Un Consiglio superiore della magistratura diviso a pezzi è infinitamente più debole di un singolo consiglio più grande e anche più facilmente scalabile. Anche la scelta del sorteggio cerca di evitare che nel Consiglio superiore della magistratura ci siano persone di prestigio. Al contrario persone scelte a caso sono più facilmente influenzabili. Questo sarà l’unico caso in Italia in cui i rappresentanti di un gruppo vengono sorteggiati. Non farò comizi perché temo di non essere la persona più adatta -ha concluso il Nobel- ma farò tutto quello che sarà necessario a sostegno della causa per il NO”

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