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FESTIVAL DE CINE ITALIANO DE MALAGA – “MIO BABBO È SUPERMAN” VINCE PREMIO DEL PUBBLICO

✅ L'opera di Giommaria D'Angelo è ambientata a Muros alla fine degli anni '80

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Di Paqujto Farina

MALAGA > È il cortometraggio “Mio babbo è superman” di Giommaria D’Angelo ad aggiudicarsi il Premio del Pubblico all’ottava edizione del Festival de Cine de Málaga.

La pellicola è stata la più votata, con 201 preferenze, dagli spettatori che il 21 maggio hanno gremito l’Auditorium dell’Università di Malaga.

 

Racconta una storia che attraverso l’innocenza di un bambino scopre che gli adulti, spesso idealizzati o demonizzati, sono anch’essi fragili e imperfetti.

Il film esplora il giudizio sociale e invita a riflettere sull’importanza di accettare il passato per costruire il futuro.

Muros, fine anni 80, Antonio è figlio di Bobore (ubriacone e barzelletta del paese) e di Giovanna. La loro vicina di casa è Maria, bigotta maestra di Antonio, la cui madre era soprannominata in paese “Culipudida” in quanto donna dai facili costumi. Maria detesta Bobore e ciò che lui rappresenta, un mondo rozzo dal quale lei si sente elevata. Di conseguenza Maria detesta anche Antonio e non perde occasione per metterlo in difficoltà davanti alla classe. Sotto i fumi dell’alcol Bobore muore. Nonostante Antonio sia consapevole di chi fosse stato suo padre, scrive su di lui un tema idealizzato e surreale che lo eleva a supereroe, in totale contrasto con la realtà.

“Il corto muove una critica al giudizio e al preconcetto – ha scritto Giommaria D’Angelo -. In questo caso chi subisce il giudizio (quello che la gente aveva su suo padre Bobore) è un bambino. Contestualmente racconta di una forma di resistenza a una realtà penosa e in cui un bambino potrebbe provare vergogna e soccombere. Questa forma di resistenza muove i suoi passi in una fantasia lucida e non psicotica. Antonio conosce bene i difetti e le debolezze che aveva suo padre, ma nonostante ciò difende il suo punto di vista romantico e idealizzato, poiché in lui vedeva altri aspetti, più in profondità e poiché le stesse fragilità del padre sono comuni a tutti gli esseri umani. Difatti nel corto ogni personaggio si mostra per le sue meschinità a prescindere da quale sia il suo livello sociale (la maestra, il perdigiorno al bar, la mamma ecc). Proprio questo livellamento (verso il basso) essendo così generalizzato assolve tutti, in quanto tutti sono vittima delle loro piccolezze, non degni di giudicare e contestualmente non giudicabili”

La cerimonia di premiazione, con la regia di Giovanni Caprara, Presidente della Dante di Malaga e organizzatore del Festival, si è tenuta sabato 24 maggio presso il cinema Albéniz di Malaga.

 

Il Festival de Cine Italiano de Málaga, giunto all’ottava edizione, gode del patrocinio  della Direzione Generale Cinema e Audivisivo del Ministero della Cultura dell’Ambasciata d’Italia a Madrid, della Regione Autonoma della Sardegna, del Comites Madrid, della Società Dante Alighieri di Roma e dell’Università di Malaga.

 

“Visioni Sarde” è una rassegna itinerante nel mondo a cura della Cineteca di Bologna con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission e della F.A.S.I. (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia).

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