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IPPICA – L’Unione Galoppo Sardegna scrive alle istituzioni per la difesa del comparto

✅ UGS: "Proprietari e allevatori devono essere parte fondamentale nelle decisioni"

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Di Redazione

SASSARI > “Oggi abbiamo inviato una lettera al Direttore Generale per l’Ippica del MASAF, all’Assessore all’Agricoltura della Regione Sardegna, al Sindaco di Sassari, alla società di gestione Prometeo S.r.l., alla Società Ippica Sassarese e alla Direzione Generale di ASVI Sardegna per richiamare l’attenzione su che ruolo si intende attribuire alle associazioni di proprietari e allevatori di purosangue inglese nei processi decisionali che riguarda il comparto ippico. Un’iniziativa che nasce dal crescente disagio che i proprietari, gli allevatori e le associazioni che li rappresentano avvertono in quanto si è preso atto che sono messi alla stregua di semplici destinatari formali di decisioni già assunte altrove, senza la possibilità di incidere concretamente su scelte che riguardano direttamente i loro investimenti, la programmazione delle scuderie e, in generale, il futuro del galoppo.”

 

Così il Direttivo dell’UGS, Unione Galoppo Sardegna in un comunicato stampa diffuso a tutela del comparto ippico nell’Isola.

 

“Riteniamo – si legge nel documento – che un sistema che vuole essere moderno ed efficiente non può prescindere da un confronto strutturato con chi, effettivamente, sostiene economicamente l’intero comparto. Proprietari e allevatori rappresentano infatti il principale anello economico della filiera ippica e sono gli unici soggetti che investono direttamente risorse proprie assumendosi il rischio economico/imprenditoriale.”

 

La lettera dell’UGS prende spunto anche da una recente decisione relativa al calendario delle corse in Sardegna per il 2026, formalizzata con il decreto direttoriale del 25 febbraio scorso. Il provvedimento ha infatti modificato la programmazione della stagione agonistica, annullando alcune giornate di corse inizialmente previste all’Ippodromo di Chilivani e posticipando l’avvio della stagione al 4 aprile.

 

“Una modifica di tale portata, intervenuta a meno di un mese dall’inizio dell’attività e senza un percorso di confronto con le associazioni di categoria, dimostra una intollerabile sufficienza e mancanza di rispetto che rischia di compromettere la sostenibilità economica del comparto e di alterare la programmazione delle scuderie, che da mesi pianificano l’attività sportiva e gli investimenti sulla base di un calendario definito – proseguono i dirigenti dell’UGS -. La questione assume un peso ancora maggiore considerando che i cavalli presenti in Sardegna non corrono dallo scorso novembre e necessitano di un rientro agonistico graduale per arrivare in condizioni adeguate agli appuntamenti più importanti della stagione, come la Super Tris prevista ad aprile e gli altri appuntamenti. Un breve ma concreto confronto avrebbe potuto far rappresentare questa basilare necessità anche a coloro che sono digiuni del funzionamento del mondo ippico. A questa situazione si aggiunge un’altra criticità evidenziata nella lettera: la mancanza di indicazioni preventive e ufficiali sulla ripartizione dei montepremi finanziati dal Ministero e dalla Regione Sardegna tra le diverse categorie del comparto. Una condizione che rende estremamente difficile programmare gli investimenti e la gestione delle scuderie.”

 

Nella lettera sono state evidenziate nel dettaglio anche altre criticità, tra cui anche il fatto che, mantenendo l’attuale programmazione delle corse da aprile a novembre, si verrebbe a creare un intervallo di circa cinque mesi (dal 6 novembre al 4 aprile) privo di attività agonistica.

 

“È quindi legittimo chiedersi come una scuderia possa sostenere i costi e mantenere i cavalli in allenamento per un periodo così lungo in assenza di corse” – sottolineano dall’UGS.

 

“Anche questa problematica è il risultato della mancanza di un reale confronto con le associazioni di categoria, che si sono trovate di fatto davanti a decisioni già prese e a un programma definito senza il necessario coinvolgimento preventivo. Operare in assenza di informazioni chiare e tempestive, significa essere costretti a pianificare senza certezze, mentre la programmazione nell’ippica rappresenta una condizione essenziale per la competitività e il conseguente successo economico. L’Unione Galoppo Sardegna ribadisce quindi un principio già rappresentato e più volte ribadito che sembra non ritenuto fondamentale da decisori lontani dall’ippica o non toccati dalle problematiche concrete che caratterizzano il settore: pertanto, anche se pleonastico, ci tocca ribadire e sottolineare ancora una volta che senza proprietari e allevatori il movimento ippico non può esistere o avere un futuro di nessune genere. Sono infatti i proprietari e allevatori a sostenere i costi di acquisto, mantenimento, allenamento e trasporto dei cavalli, finanziando di fatto l’intero sistema e contribuendo alla sopravvivenza del settore. Per questo motivo l’associazione non chiede privilegi, ma un metodo di lavoro basato su trasparenza, rispetto dei ruoli e reale coinvolgimento nelle fasi di progettazione delle decisioni. L’obiettivo dichiarato non è creare contrapposizioni, ma costruire un sistema più equilibrato, nel quale tutti gli attori della filiera possano operare con chiarezza, dignità e prospettiva.”

 

L’Unione Galoppo Sardegna ha infine ribadito la propria piena disponibilità al dialogo e alla collaborazione con le istituzioni e con tutti i soggetti del settore, nella convinzione
che solo attraverso un confronto aperto e strutturato sia possibile rafforzare e rilanciare il galoppo in Sardegna e non certo attraverso meri passaggi formali ex-post che, a nostro avviso, possono servire solo da alibi.

 

“Senza proprietari e allevatori non esiste ippica. E senza rispetto e condivisione non può esistere un futuro per il nostro movimento” – conclude il documento.

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