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Tensioni globali e sfide diplomatiche: conflitti in Medio Oriente, referendum Moldavo e appelli per la pace”

NOTIZIE DAL MONDO - Un riepilogo ragionato delle notizie del mondo

Notizie dal Mondo

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Di Nicola Rubiu

LIBANO, ISRAELE COLPISCE CENTRI FINANZIARI

 

Gli attacchi israeliani in Libano continuano a colpire territori che secondo Tel Aviv farebbero da base militare a Hezbollah e non solo. Secondo l’intelligence militare gli ultimi raid contro le milizie armate libanesi, ancora alla ricerca di un successore dopo la morte di Nasrallah e Sinwar, hanno avuto come target i quartieri meridionali di Beirut e alcune zone della valle del Bekaa in quanto vi erano allocati centri finanziari in cui e da cui i vari gruppi armati e politici attingevano le proprie risorse economiche, molto probabilmente sotto nulla osta iraniano. Unifil ha poi denunciato come violazione del diritto internazionale la demolizione di una torre di osservazione della base Onu a Marwahin da parte di un bulldozer delle Idf. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani sarà oggi in missione in Israele per incontrare il primo ministro Binyamin Netanyahu.

 

USA, ISRAELE PRESENTA CONDIZIONI DI PACE

 

Sempre Israele ha presentato alla Casa Bianca le condizioni con cui si dichiara disposto ad accettare la cessazione delle ostilità qualora il nemico si mostrasse a sua volta incline a farlo, consentendo anche il rilascio degli ostaggi e il rientro degli sfollati nelle proprie case. Sul campo le condizioni chiarite da Tel Aviv a tal proposito sono secche: l’unico modo per arrivare alla fine della guerra è ottenere anzitutto il pieno controllo, tanto militare quanto amministrativo, del sud del Libano, in modo tale da impedire a gruppi armati che nascano dopo Hamas o Hezbollah di riarmarsi e di perpetrare in un secondo momento quanto già fatto il 7 ottobre dell’anno scorso. Le richieste sono in contrasto con la risoluzione 1701 dell’Onu, che assegna alle Forze armate libanesi e a Unifil il compito di far rispettare il cessate-il-fuoco. L’inviato americano Amos Hochstein, che arriverà a Beirut per discutere le proposte israeliane, sta cercando di promuovere un ampio dispiegamento dell’Esercito libanese nel Sud del paese.

 

REFERENDUM MOLDOVA, SI ALL’UNIONE EUROPEA

 

Si è tenuto questo fine settimana il referendum in Moldova in cui la popolazione è stata chiamata ad esprimersi intorno all’adesione all’Unione Europea. La vittoria del “Sí” segna pertanto quella della presidente filoeuropeista Maia Sudu, da tempo sostenitrice di una via occidentale per il paese che rappresenta. È importante però sottolineare come il margine di vantaggio al momento del voto sia stato molto esiguo: nonostante questo, essendo inferiore ai diecimila voti, il dato posto in luce dal referendum è stato segnato soprattutto dalla diaspora dei suoi cittadini, ovvero oltre l’80% dei residenti all’estero si è espresso favorevolmente. Non sono poi mancate le denunce di intromissione contro la Russia per influenzare l’esito del voto stesso.

 

ROMA, DISCORSO DELLA PREMIER MELONI IN SINAGOGA

 

“Il 7 ottobre 2023 il popolo israeliano ha vissuto una delle pagine più drammatiche della sua storia. Non dimentichiamo la disumana aggressione perpetrata un anno fa da Hamas. Abbiamo sempre negli occhi il massacro di migliaia di civili inermi, donne e bambini compresi, e il vilipendio dei loro corpi, mostrati al mondo senza alcuna pietà. Il nostro pensiero è rivolto costantemente agli ostaggi, strappati alle loro famiglie e ai loro cari, e che ancora oggi attendono di tornare a casa. Ricordare e condannare con forza ciò che è successo un anno fa non è un mero rituale, ma il presupposto di ogni azione politica che dobbiamo condurre per riportare la pace in Medio Oriente, perché la reticenza che sempre più spesso si incontra nel farlo tradisce un antisemitismo latente e dilagante che deve preoccupare tutti. E le manifestazioni pubbliche di questi ultimi giorni lo hanno, purtroppo, confermato. In questa giornata, ribadiamo il legittimo diritto di Israele a difendersi e a vivere in sicurezza nei propri confini, ma anche la necessità che questo sia esercitato nel rispetto del diritto internazionale umanitario. Non possiamo, infatti, restare insensibili davanti all’enorme tributo di vittime civili innocenti a Gaza, vittime due volte: prima del cinismo di Hamas, che le utilizza come scudi umani, e poi delle operazioni militari israeliane. Le conseguenze dell’attacco di Hamas hanno scatenato un’escalation su base regionale che potrebbe avere esiti imprevedibili. È dovere di tutti riportare il dialogo, lavorando per arrivare ad una de-escalation. L’Italia, anche in qualità di Presidente di turno del G7, continuerà ad impegnarsi per un cessate il fuoco immediato a Gaza, per il rilascio degli ostaggi israeliani e per la stabilizzazione del confine israelo-libanese, attraverso la piena applicazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite. Confermiamo il nostro sostegno a tutti gli sforzi di mediazione portati avanti, e il nostro impegno per lavorare ad una soluzione politica duratura, basata sulla prospettiva dei due Stati”. Queste le parole del primo ministro Giorgia Meloni presso la Sinagoga di Roma, in cui ha voluto chiarire il sostegno del governo italiano alla causa israeliana, nonostante le dure critiche delle cancellerie europee per l’intensità e modalità delle operazioni di Tel Aviv in Libano e a Gaza, al di la del concetto di proporzionalità professato nel diritto internazionale.

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