Dopo tredici anni di attese, domani verrà aperto l’ultimo tratto della Sassari-Olbia: il ponte sul Rio Mannu tra Oschiri e Berchidda.
Con questo intervento, si chiude ufficialmente il progetto della quattro corsie che collega il nord-ovest al nord-est della Sardegna.
L’inaugurazione, prevista per le 11:30, vedrà la partecipazione del sottosegretario Alessandro Morelli, dell’assessore regionale Antonio Piu, dell’amministratore delegato di Anas Aldo Isi e dei sindaci di Oschiri e Berchidda.
Un progetto travagliato, la prima pietra fu posata il 20 giugno 2012, ma le difficoltà incontrate lungo il cammino furono molte.
Se inizialmente l’allora direttore generale di Anas prevedeva il completamento entro il 2016, la realtà si è rivelata ben diversa.
Solo quattro lotti su nove erano stati consegnati in quella data, con appena 23 chilometri percorribili sui 79 previsti.
Il progetto ha subito rallentamenti per diverse ragioni: inchieste giudiziarie come Sindacopoli, indagini su infiltrazioni mafiose e difficoltà amministrative.
Ogni piccolo avanzamento veniva celebrato con inaugurazioni parziali, ma restava sempre la sensazione che la strada fosse lontana dalla sua conclusione.
Un’opera attesa per troppo tempo, gli ultimi due lotti, tra Ardara e Ozieri e tra Monti e Berchidda, sono stati i più complessi da completare.
L’assessore Antonio Piu aveva assicurato la consegna entro la fine del 2024, e questa volta la promessa è stata mantenuta.
L’importanza dell’opera non è solo simbolica. La nuova Sassari-Olbia non rappresenta solo un collegamento più rapido tra due aree chiave della Sardegna, ma soprattutto un miglioramento della sicurezza stradale, riducendo il rischio su una strada dove, per anni, si sono verificati numerosi incidenti mortali.
Domani si chiude un capitolo lungo e complicato della storia infrastrutturale della Sardegna. Questo traguardo, atteso e spesso rinviato, è anche il risultato delle battaglie di cittadini e comitati che hanno preteso che la Sassari-Olbia diventasse una priorità.
