CAGLIARI > Ieri ha formalmente preso il via l’iter per la sessione di Bilancio sulla Finanziaria 2025 con le prime audizioni delle Commissioni permanenti che durante tutta la settimana saranno impegnate per l’analisi della manovra.
Forti critiche sono arrivate da parte dell’opposizione di centrodestra.
Per Fausto Piga, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, “per anni grillini e sinistre hanno criticato il poltronificio Solinas. Tuttavia quando abbiamo rivisto l’organizzazione tecnico-politica di assessorati e presidenza, l’abbiamo fatto in buona fede e convinti che poteva essere uno strumento utile per migliorare l’azione di governo da parte di chiunque si trovasse alla guida della Regione.
Di fatto la stessa presidente Todde ci ha dato ragione -ha rimarcato Piga – perché quella legge non è mai stata cancellata, ma non ci saremmo mai aspettati che dal no alle poltrone si passasse alla loro moltiplicazione come successo con Province e Sanità. In dodici mesi di legislatura l’unico pensiero della maggioranza Todde è stato quello di ipotecare poltrone dando vita a tre poltronifici: super staff della Presidente, Province e Sanità.
L’assessore al Bilancio Giuseppe Meloni – ha sottolineato l’esponente di Fratelli d’Italia – ha evidenziato che la massa manovrabile della finanziaria è abbastanza ridotta, appena trecento milioni per il 2025, 900 sul triennio, oggettivamente poche per dare risposte concrete in favore di famiglie, imprese e territori. Ebbene, un motivo in più affinché la Todde dia una sforbiciata ai suoi poltronifici e reperisca risorse aggiuntive.
La Governatrice non pensi a giochi di prestigio riducendo le poltrone che non fanno gola, se sforbiciata deve essere lo si faccia in modo serio e senza gettare fumo negli occhi dei sardi con la solita propaganda grillo-populista”.
Secondo Umberto Ticca, Capogruppo dei Riformatori sardi, “non c’è nulla nella manovra, è una finanziaria che arriva tardi, approda in Consiglio regionale a tanti mesi da quando avrebbe dovuto e soprattutto arriva in una forma che non dà alla Sardegna le risposte di cui c’è bisogno.
Non dà il necessario supporto agli enti locali, ora vediamo se riusciremo a raddrizzare il tiro.
Dal punto di vista della sanità, dopo quella leggina, il dl 40 che è stato approvato, ci aspettavamo almeno nella manovra finanziaria di vedere qualcosa di concreto per aiutare un settore ormai allo stremo, invece non c’è nulla di rilevante neppure qui”.
