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NOTIZIE DAL MONDO n° 06

Un riepilogo ragionato delle notizie del mondo

Notizie dal Mondo

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Di Nicola Rubiu
  • Spionaggio, Germania intercettata

 

Il canale televisivo “Russia Today” ha pubblicato una conversazione, della durata di quaranta minuti, in cui il capo dell’aereonautica tedesca Ingo Gerhartz discuteva con alcuni dei suoi collaborati sulla consegna dei missili classe Taurus all’Ucraina. Non solo, a destare scalpore a Mosca a seguito di questa notizia sarebbe soprattutto il fatto che, stando alla conversazione tenuta da Gerhartz, si tratterebbe proprio degli armamenti in grado di distruggere il ponte di Kerch, collegamento tra Crimea e Russia. Proprio gli alti ufficiali tedeschi intercettati hanno poi discusso, senza ovviamente accorgersi di nulla, della presenza di militari tedeschi, francesi e britannici sul suolo ucraino: cosa subito smentita in via ufficiale dai governi di Londra e Parigi. Fragile come non mai, la Germania, sia pure di fronte ad un evento di spionaggio cosí grave e che la vede al centro dello scandalo, si rifiuta di inviare gli strumenti militari oggetto di quella conversazione nonostante le pressioni da parte delle altre cancellerie occidentali. Olaf Scholz teme infatti che, accettando l’invio delle armi a lunga gittata, possa realizzarsi la rappresaglia russa e il caos sul fronte interno, non solo a livello politico, ma proprio sociale. Di più: mentre la classe politica e l’opinione pubblica preferiscono fare il meno possibile esattamente per evitare il peggio e quindi conseguenze pericolose, la classe militare, come dimostrato dall’intercettazione, prende la strada opposta, accettando le pressioni americane affinché la Germania dia a Kiev la batteria missilistica a lungo raggio in dotazione a Berlino, cosí inasprendo lo scontro tra le componenti dello Stato tedesco. La conservazione in questione infatti è avvenuta in una piattaforma di marca americana, WebEx, di facile accesso pertanto facilmente intercettabile, di conseguenza facendo dubitare sull’efficienza della rete di protezione informativa della Germania specialmente agli alti livelli, dove le vie di controllo e le reti di sicurezza anti-spionaggio dovrebbero essere ottimali. La Repubblica Federale non è nuova a queste infiltrazioni, segno che la Russia, certamente non novizia nelle capacità di carpire informazioni di e in paesi esteri, la considera un possibile anello debole nella rete della NATO.

 

  • NATO, scalpore dopo parole di Macron

 

Le parole del presidente francese Emmanuel Macron sul possibile, se necessario, invio di truppe dei paesi membri Nato in Ucraina, ossia nel caso in cui Kiev si trovasse senza più uomini o armamenti, ha destato stupore e forte contrarietà negli altri stati, tra l’altro portando la Polonia e la Germania a smentire subito le parole di Parigi, non essendoci al momento la necessità o l’eventualità decantata da Macron stesso. Nella mente della Francia infatti la ritrosia dell’opinione pubblica americana cosí come della sua burocrazia militare ad impegnarsi direttamente e senza veli sul suolo ucraino potrebbe aprire, per la prima volta dalla fine della guerra fredda, una possibilità di maggior protagonismo, cosí da ricavare piú influenza sul continente, sottraendola fin dove possibile a Washington. Le parole di Macron si sono rivelate per ora pura retorica, non trovando il consenso degli altri paesi, oggettivamente infastiditi dopo quelle dichiarazioni. La reazione di Mosca è stata peró quella piú importante. Il ministro degli esteri Lavrov ha infatti ricordato che, malgrado le parole del presidente francese siano fuorvianti, ricvelano un dato di fatto. Alla luce di quanto successo in Germania circa le intercettazioni dei militati tedeschi sulla possibilità di inviare a Kiev i missili Taurus, il Cremlino è perfettamente cosciente dell’aiuto logistico che stanno ricevendo gli ucraini da parte delle cancellerie europee, e che, per quanto l’Ucraina non sia membro dell’Alleanza atlantica, questa è entrata a pieno titolo nel suo territorio. Al di la peró della propaganda, Lavrov ha indirettamente sottolineato una fattore che è stato fondamentale poco dopo il 24 febbraio 2022. I soldati ucraini non solo hanno ottenuto addestramento e supporto logistico dai governi occidentali, per di più al loro fianco hanno combattuto soldati che, per poter essere arruolati in territorio ucraino, si sono iscritti presso la “Lagione internazionale” (20mila all’indomani dell’invasione russa, oggi circa 2mila reclute). In una guerra mandata avanti per procura, quindi dal dietro le quinte per non scontrarsi viso a viso, situazione potenzialmente letale, gli arruolamenti volontari vengono accettati e per certi versi perfino incoraggiati: con l’unica accortezza di non combattere sotto i vessilli del paese di provenienza.

 

  • Gaza, Biden: “A Rafah linea rossa superata”

 

Biden e Bibi Netanyahu ancora ai ferri corri. Per convincere Israele che questo potrebbe essere il momento del cessate il fuoco, cioè sfruttando il mese che precede quello sacro all’Islam, il Ramadan, l’amministrazione americana avverte Netanyahu che la linea rossa da non superare deve essere il valico di Rafah, che l’Egitto, dopo quanto accaduto il 7 ottobre, tiene chiuso al passaggio dei profughi palestinesi temendo possibili infiltrazioni di cellule terroristiche. Nella mente di Tel Aviv il ripristino della deterrenza come strumento di dissuasione in Medio Oriente contro possibili attacchi da parte appunto dei nemici dello stato ebraico, in primis l’Iran, essendo venuta meno il 7 ottobre, deve essere attuato ponendo in essere una risposta militare di la gran lunga superiore al dovuto, che pertanto verrebbe mostrataanche lungo il confine con Il Cairo. “Non lascerò mai Israele. La difesa di Israele è ancora fondamentale – cosí l’inquilino della Casa Bianca – ma sta facendo più male che bene a Israele con la sua condotta”. La risposta del premier israeliano non si è fatta attendere, rilasciando le dichiarazioni a tal proposito in una recente intervista a Politico: “Se intendeva dire che conduco una politica contro la maggioranza dell’opinione pubblica israeliana e ciò danneggia gli interessi di Israele, allora è sbagliato. Non è solo la mia politica privata, è della stragrande maggioranza degli israeliani”, ha spiegato. Dal canto suo peró la Casa Bianca intende condurre Israele sulla via diplomatica per evidenti ragioni. Un dispendio di ulteriori energie in Medio Oriente sarebbe deleterio per gli americani, che vedrebbero i propri connazionali richiamati in quelle terre per l’ennesima volta, soprattutto e nonostante il tanto acclamato ritiro nell’agosto 2021; lo scontro con la Cina è semplicemente più importante del quadrante levantino; Israele deve accettare che la propria condotta in questa guerra non solo è inaccettabile visto l’alto numero di civili morti tra i palestinesi a seguito di bombardamenti a tappetto nelle località che costeggiano Gaza, ma in più avvantaggia l’Iran che cosí può presentarsi ai paesi arabi firmatari degli accordi di Abramo, nati in chiave anti Teheran sotto l’egida di Israele con il beneplacito di Washington, per convincerli a raffreddare quell’intesa ed ergersi a rappresentante del mondo islamico antioccidentale.

 

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