CAGLIARI > Dopo 4 mesi di esercizio provvisorio, e proprio quando la discussione della manovra finanziaria sta per entrare nel vivo (i più ottimisti fissano entro la prossima settimana la sua approvazione) dalla capitale arriva un’altra pesante tegola per la maggioranza guidata da Alessandra Todde.
Il ministero della Salute intende infatti impugnare la legge della Regione Sardegna sulla riorganizzazione sanitaria approvata di recente dal campo largo che dispone il commissariamento dei vertici di tutte le aziende sanitarie regionali.
Porta la data di mercoledì 9 aprile la richiesta formale di impugnativa inoltrata dall’ufficio legislativo del dicastero guidato dal ministro per la Sanità, Orazio Schillaci, indirizzata direttamente alla presidenza del Consiglio dei ministri, che dovrebbe riunirsi nei prossimi giorni.
Per il ministero la legge regionale 8 dell’11 marzo 2025 si pone “in contrasto con i principi fondamentali in materia di tutela della salute”.
In particolare, si legge nel documento che porta la firma del Capo ufficio legislativo, Andrea Giordano, “è precluso al legislatore regionale prevedere la generica possibilità di nominare un commissario straordinario, senza specificare i motivi ostativi alla sostituzione del direttore generale e senza stabilire le procedure e i requisiti necessari per detta nomina, senza che ciò determini inevitabilmente effetti lesivi della sfera di competenza statale”.
Citata anche una sentenza della Cassazione che ha precisato come le Regioni possono commissariare “per esigenze di carattere straordinario” o in caso di vacanza del posto, “in ragione di una comprovata e giustificata impossibilità di procedere alla nomina secondo il procedimento ordinario”.
