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REGIONE – MANOVRA FINANZIARIA, AL VIA AUDIZIONI IN COMMISSIONE BILANCIO

✅ Ascoltate le organizzazioni agricole e del mondo delle cooperative

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Di Paqujto Farina

CAGLIARI > La Commissione “Bilancio” ha avviato il ciclo di audizioni sulla manovra finanziaria 2025/2027.

Il parlamentino presieduto da Alessandro Solinas (M5S), dopo aver audito i rappresentanti delle sigle sindacali, ha ascoltato quelli delle organizzazioni agricole e del mondo delle cooperative.

 

Dal mondo delle campagne è arrivato un giudizio negativo sui contenuti della manovra. Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri hanno, infatti, rilevato “l’assenza di una visione strategica per lo sviluppo del settore.”

 

«In manovra notiamo la presenza di alcuni interventi puntuali che si sovrappongono, in alcuni casi, alle disposizioni contenute nel Psr – ha detto Efisio Perra della Coldiretti -. Aspettavamo scelte più coraggiose, come il rafforzamento delle azioni per far fronte all’emergenza idrica nelle campagne e più attenzione per le filiere produttive. Bisogna osare di più – ha aggiunto Perra – servirebbero interventi per l’infrastrutturazione viaria, elettrica e idrica delle campagne. Quali sono gli indirizzi che fissano obiettivi e risultati da raggiungere? – ha chiesto – ogni agenzia agisce in modo autonomo, servirebbe invece un’azione collettiva per la soluzione di problemi strutturali che durano da decenni».

 

Il presidente di Copagri Giuseppe Patteri ha invece richiamato l’attenzione della Commissione sulla necessità di una legge quadro per poter lavorare su programmazioni a carattere pluriennale su alcuni temi come le calamità naturali e le epizozie.

«Le cifre stanziate per la lotta alla lingua blu, 3,25 milioni di euro, sono irrisorie – ha detto – e sulle calamità naturali serve un cambio di rotta nella gestione dei rischi».

Dal presidente di Copagri anche l’invito a favorire l’ingresso di forze nuove in agricoltura.

«L’età media dei nostri addetti è di circa 50 anni. Gran parte delle risorse per il primo insediamento dei giovani non sono state ancora spese. Ci sono 400 pratiche inevase del vecchio Psr.»

 

Giambattista Monne, direttore di Confagricoltura, ha parlato di finanziaria “frustante” per la mancanza di risposte a temi rilevanti.

«Non si capisce quale sia l’idea di agricoltura, nel testo sono presenti norme che replicano interventi già contenuti nel Psr ma affidati alla gestione di soggetti diversi. Si continuano a coprire le inefficienze di Argea mentre la Regione paga di tasca propria i ritardi nell’erogazione delle risorse del Psr per le misure “a capo” e “a superficie” che devono essere obbligatoriamente pagate entro il 30 giugno. Prima interveniva lo Stato, ora è tutto a carico della Regione. Stiamo parlando di 11,8 milioni di euro. Non sono pochi, è la somma che copre un’intera annualità del benessere animale o dell’indennità compensativa». Monne, infine, ha lamentato il mancato sostegno alle filiere agricole e le criticità nel sistema del credito. «Le imprese sono oggi in totale solitudine nel rapporto con il sistema creditizio».

 

Di “assoluta mancanza di prospettiva” ha parlato Francesco Erbì, presidente di Cia.

«Non c’è nessun intervento per stimolare alcuni settori come quello dell’ortofrutta che ha una produzione molto limitata. La Sardegna importa l’80% dei prodotti. Eppure ci sono grandi estensioni di terre incolte che non vengono prese in considerazione. Bisogna pensare all’agricoltura come un settore produttivo che genera ricchezza».

 

Il mondo della cooperazione ha sollecitato più attenzione per il settore che conta in Sardegna circa 3.500 imprese.

Tra le criticità più importanti segnalate dai rappresentanti di Agci, Confcooperative e Lega Coop, la necessità di un rinnovo del contratto collettivo dei lavoratori:

 

«Nel 2023 la cifra stanziata per tutti gli interventi (appalti, strutture, contributi economici) era di 550 milioni di euro – ha detto il direttore di Confcooperative Gilberto Marras – c’è bisogno di un incremento di circa 45 milioni di euro, il 15% del totale. Servono poi 4 milioni di euro per la salute mentale. Altre regioni lo hanno fatto, le risorse si possono trovare».

 

Linea ribadita da Claudio Atzori, presidente di Lega Coop. «La cifra dei 550 milioni si riferisce ai trasferimenti ai comuni per garantire i servizi affidati alle cooperative, senza un adeguamento contrattuale non si fa altro che alimentare “lavoro povero” nel pubblico. C’è bisogno di un cambio di rotta se non si vuole arrivare alla chiusura di micro imprese e alla insostenibilità dei loro bilanci».

Atzori ha poi auspicato un intervento normativo per favorire l’aggregazione delle imprese per la costruzione di filiere produttive. «Questo ruolo lo possono svolgere solo le cooperative. Così si possono creare nuovi talenti e far rientrare i nostri giovani in Sardegna. Quello dell’agroalimentare è un settore ad alto rischio, che la Regione deve aiutare anche attraverso la creazione di un osservatorio per tutti i settori produttivi, in grado di valutare l’impatto degli investimenti finanziari».

 

Giovanni Loi, presidente di Agci, ha chiesto il finanziamento delle leggi di settore come la n.5 del 1957 e maggiore attenzione nella gestione delle lagune.

«La Regione è una pessima padrona di casa negli stagni – ha detto – c’è bisogno di più azioni e controlli in un settore che dà lavoro a 1500 persone».

 

Il presidente della Commissione, Alessandro Solinas (M5S), ha assicurato il massimo impegno della Commissione Bilancio per migliorare il testo della Finanziaria.

«Ci facciamo carico delle vostre segnalazioni. Ci sono criticità ataviche e emergenze recenti su cui dobbiamo comunque attivarci – ha detto. – La volontà è quella di arrivare a un testo quanto più condiviso». Le audizioni proseguiranno nel pomeriggio e per tutta la giornata di domani».

 

(Foto Consiglio Regionale)

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