CAGLIARI > Il Consiglio Regionale ha approvato una mozione, primo firmatario il presidente del gruppo PD On. Roberto Deriu, volta a impegnare la Regione in una battaglia fondamentale per la trasparenza alimentare e la tutela del sistema produttivo.
L’obiettivo dell’atto è la revisione della disciplina sull’origine doganale, superando l’attuale criterio della “trasformazione sostanziale” che permette a prodotti realizzati con ingredienti esteri di fregiarsi illegittimamente del marchio nazionale.“
“L’atto contesta la formulazione dell’articolo 60 del Codice Doganale dell’Unione Europea (Regolamento UE n. 952/2013), che giudichiamo inadeguata e insufficiente per il settore agroalimentare – ha dichiarato Roberto Deriu – . Allo stato attuale, la normativa doganale viene interpretata esclusivamente in chiave fiscale, non garantendo ai consumatori informazioni trasparenti sulla reale provenienza geografica degli alimenti. È un meccanismo che espone il patrimonio agroalimentare sardo ed italiano a pesanti rischi economici e reputazionali, favorendo la commercializzazione di beni che evocano un’origine non veritiera.”
La mozione impegna la Presidente della Regione ad agire su tre fronti:
– Sedi Eurounitarie: promuovere presso il Comitato europeo delle Regioni la modifica dell’articolo 60 del Codice Doganale, affinché i prodotti agricoli e alimentari siano esclusi dal criterio dell’ultima trasformazione;
– Trasparenza: prevedere quale esclusivo criterio di individuazione dell’origine l’indicazione del luogo di provenienza reale delle materie prime, garantendo una corretta informazione;
– Interlocuzione Politica: attivare un confronto diretto con gli europarlamentari della circoscrizione Isole e all’interno della Conferenza Stato-Regioni per costruire un fronte comune a difesa delle produzioni territoriali.
“Questa mozione nasce per difendere la dignità del nostro lavoro e il diritto dei consumatori alla verità. Vogliamo regole chiare e univoche – conclude l’On. Deriu – che proteggano le nostre eccellenze dalle speculazioni globali e restituiscano valore al legame indissolubile tra cibo, identità e terra d’origine”.
