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REGIONE – Graduatorie negli Enti Pubblici, il Partito Socialista contro nuovi bandi

Al palo 350 istruttori amministrativi già dichiarati idonei nel 2021

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Di Paqujto Farina

Con una nota firmata dal suo segretario, Gianfranco Lecca, il Partito Socialista Italiano, prende posizione sui nuovi bandi e sulle graduatorie già esistenti per la copertura di posti nel sistema Regione e nei comuni.

 

“Perché la nostra Regione promulga nuovi bandi per selezioni finalizzate alla ricerca di titolati da assumere sia nel sistema Regione che nei comuni richiedendo gli stessi profili professionali di quei 350 istruttori amministrativi che hanno già superato una analoga precedente graduatoria del 2021 e che invece sono tenuti al palo senza alcun noto motivo?  – si domanda Lecca-. È una palese violazione di norma e palese ingiustizia!

Prima di procedere a nuovi bandi e selezioni si procedesse a far scorrere le graduatorie vigenti e, come da Costituzione, dare finalmente riscontro ai tanti riconosciuti vincitori che invece per nessun motivo acclarato non venendo chiamati per rifiuto di scorrimento delle graduatorie vengono penalizzati ed esclusi dal loro diritto ad essere assunti in servizio”.

 

Gianfranco Lecca rimarca il fatto che è proprio ciò che sta avvenendo, ad esempio, in LAORE – l’Agenzia Regionale per l’attuazione dei programmi in campo agricolo e per lo sviluppo rurale – a fronte dei nuovi e inutili costosi concorsi regionali banditi per altri 98 istruttori amministrativi e per altri circa 30 in Forestas.

“Il risultato finale -denuncia il segretario socialista- è che dei 616 istruttori, vincitori e idonei, della graduatoria del 2021 circa 250 sono stati stabilizzati e/o assunti mentre i restanti 350….a perdonare. Un comportamento inaccettabile e inammissibile per una amministrazione regionale che dovrebbe essere al servizio dei cittadini.

La mancata chiamata al lavoro degli oltre 400 vincitori ignorati -prosegue l’esponente politico- contribuisce a rendere ulteriormente precario il servizio pubblico dal quale dovrebbero beneficiare i cittadini, gli enti e i comuni che col personale già ridotto all’osso riescono a dare le risposte dovute solo in parte e sempre con maggiore difficoltà”.

 

“Siamo di fronte ad una palese violazione di due diritti in unico momento verso la cui giustificazione non ci può essere alcuna ragione logica né amministrativa se non il disinteresse della Regione sarda verso i suoi concittadini.

A nome del partito -conclude Gianfranco Lecca- invito a procedere con la massima immediatezza allo scorrimento delle graduatorie vigenti e alla chiamata, quanto prima, dei circa mille sardi (in totale) idonei, aventi sacrosanto diritto al loro posto di lavoro”.

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