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REGIONE – Caos dopo che il giudice del Lavoro ha bocciato le nomine di sei Direttori Generali

La sentenza paralizza tutto il sistema amministrativo e burocratico della RAS

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CAGLIARI > Sono in tutto sei i Direttori Generali degli assessorati che a seguito della sentenza del giudice del Lavoro decadono dal loro incarico.

Per effetto immediato il sistema amministrativo e burocratico della Regione è di fatto in una situazione non più sostenibile, di fatto paralizzato.

 

Non solo la decadenza, che già produce un immediato ed enorme problema di consequenzialità e attuazione dei procedimenti amministrativi, ma in discussione sono anche tutti gli atti adottati dai DG in questione a partire dal luglio 2021, quando i dirigenti erano stati nominati dalla Giunta regionale sulla base della delibera che aveva cambiato le regole d’ingaggio dei vertici degli assessorati.

Nomine illegittime, secondo Daniela Coinu, il magistrato che ha emesso la clamorosa sentenza, perché in esse si ravvisa “comportamento antisindacale”.

 

Questo, in estrema sintesi, il verdetto emesso il 5 dicembre sul ricorso presentato da due sindacati dei dirigenti regionali, lo Sdirs (Sindacato dirigenti e direttivi Regione Sardegna) e il Direr (Federazione nazionale quadri direttivi dirigenti delle Regioni aderenti alla Confedir), dando così ragione a chi aveva contestato criteri e nomine.

 

Ecco tutti i nomi dei dirigenti apicali che decadono dal loro incarico.

Il DG del Centro regionale di programmazione, Massimo Temussi; della Sanità, Francesca Piras;  delle Politiche sociali, Giovanni Deiana; dell’Ambiente Delfina Spiga; degli Enti locali, Antonio Giovanni Zanda; del Turismo, Angela Porcu.

 

Prima della delibera di luglio 2021, con la quale l’esecutivo guidato da Christian Solinas costituì un elenco unico di aspiranti Direttori generali che dovevano presentare un’autocandidatura, si procedeva alla nomina a seguito di una manifestazione di interesse per ogni singolo settore, con i sindacati di categoria che comunque erano sempre portati preventivamente a conoscenza delle procedure di ingaggio.

Per il Tribunale del Lavoro, non una mera e semplice formalità, ma al contrario un “atto obbligato, un vincolo insuperabile”.

 

I sindacati hanno quindi presentato e vinto il ricorso, decisione che apre un problema gigantesco sul destino degli atti firmati dai Direttori generali, ormai illegittimi, e sulla linea di condotta che verrà adottata da chi verrà nominato in futuro.

 

Come se non bastasse, dopo la decadenza di Francesco Scano, risulta pure in vacatio la figura di Segretario generale della Regione, e quindi non si può procedere alle nomine dei nuovi DG.

 

In conclusione, un hannus orribilis per Christian Solinas, che in questi ultimi scampoli del 2022 deve fare i conti anche con le cattive notizie che arrivano dall’altra sezione del Tribunale di Cagliari, quella Penale.

Valeria Satta, ex assessore agli Affari generali e Personale e da poco nominata all’Agricoltura, nei giorni scorsi è stata rinviata a giudizio per abuso d’ufficio, reato contestato anche all’ex Capo di Gabinetto del Governatore, Maria Grazia Vivarelli, peraltro recentemente condannata con rito abbreviato a 2 anni e 8 mesi.

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