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REGIONE – Sanità: piano d’emergenza per i territori.

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REGIONE – Sanità: piano d’emergenza per i territori.

“La ripartenza del sistema sanitario regionale dopo la pandemia passa attraverso un piano di emergenza condiviso con i territori e una rivendicazione forte nei confronti dello Stato, al quale non chiediamo più soldi ma più deroghe.”

Lo ha dichiarato l’assessore della Sanità Mario Nieddu durante i lavori della commissione Sanità, presieduta da Antonio Mario Mundula (Fdi), alla quale hanno partecipato Anci, Cal, Sindaci e presidenti dei distretti socio sanitari.

Nieddu ha ringraziato i primi cittadini “per la consapevolezza che non tutti i problemi possono essere risolti dalla Regione” e -ha aggiunto- i Comuni hanno avuto molte risposte dall’assessorato (anche se non tutte), considerato che l’impegno enorme richiesto dalla pandemia ha messo a nudo le tante fragilità strutturali del sistema.”

“Occorre rispondere con interventi straordinari e la rivendicazione di più autonomia dallo Stato e le due cose sono strettamente collegate. In questi ultimi mesi -ha ricordato Nieddu- abbiamo presentato molte proposte allo Stato: dalla possibilità di aumentare le retribuzioni del personale con nostre risorse (gli operatori sanitari sono i meno pagati d’Italia) all’estensione dei bonus per gli addetti agli hub vaccinali, alle modifiche di parti significative della contrattazione. Abbiamo ottenuto solo di poter riutilizzare nei reparti i medici delle Usca.”

Ma -ha precisato- come Regione abbiamo fatto davvero tutto quello che è di nostra competenze: migliaia di concorsi, copertura delle sedi disagiate, aumento del monte ora per l’abbattimento delle liste d’attesa, bandi per la mobilità extra regionale e la redistribuzione interna dei medici, copertura dei vuoti di organico in alcune specialità, su tutte medicina generale e pediatria.

Critico il capogruppo di Liberi e Uguali, Daniele Cocco: “Chi di dovere non ha percezione della drammaticità della situazione sanitaria in Sardegna e, per l’ennesima volta in una riunione che doveva produrre proposte di soluzione, si arriva ad una replica dell’assessore già ascoltata troppe volte senza alcuna novità sostanziale sulle annose deficienze a partire dalle infinite liste d’attesa per finire con la medicina territoriale e la destrutturazione di alcuni ospedali, Nuoro in primis.

Vorrei segnalare l’ultimo atto di ATS che rinnova i contratti in scadenza di infermieri e tecnici per 1 anno, mentre per l’ASSL di Nuoro solo per 1 mese. La verità -ha detto Cocco- è che sinché si continuerà ad avere commissari e non direttori occorrerà un intervento straordinario del governo per commissariare la sanità sarda.”

Per Nanni Lancioni (PSdAz),”l’audizione dei sindaci in commissione sanità ha messo in evidenza la sofferenza dei territori riguardo a servizi Ospedalieri e territoriali.

“E’ stata fatta una disamina e una relazione confortata da numeri da parte del Commissario straordinario di ATS, dott. Massimo Temussi, che ha messo in evidenza i numeri in tutta la sua gravità -ha dichiarato. 3389 unità di personale andati in pensione e non sostituiti dal 2014. Questo trend negativo è stato invertito nell’ultimo anno con 1200 assunzioni negli ultimi 12 mesi, unico segno positivo degli ultimi 8 anni.”

“Nonostante ciò -ha sottolineato l’esponente del politico- la regione Sardegna e prima in Italia nelle vaccinazioni 12/19 anni e ancora oggi la regione con indice RT più basso in Italia. Durante la pandemia non ha mai avuto collasso di ospedali perché un piano straordinario di ATS ha riconvertire ospedali e aperto oltre 300 posti letto covid in 40 giorni.

“Siamo l’unica regione entrata in zona bianca europea e la quarta in Europa -ha aggiunto Lancioni- e la prima a maggio ad essere entrata in zona verde. Sono risultati di una regione che pur soffrendo ha dimostrato capacità e professionalità nella gestione covid. Ora la legge regionale 24, fortemente voluta dal Presidente Solinas, partirà da gennaio 2022 permettendo maggiore attenzione ai territori e una forte riorganizzazione ospedale territorio che farà presto dimenticare il disastro creato dalla precedente rete ospedaliera che ancora oggi paghiamo in termini di inefficienza e lontananza dai bisogni del paziente.”

Il Presidente di Anci Sardegna, Emiliano Deiana, ha riproposto alla commissione i contenuti principali del documento unitario che i Comuni sardi ed il Cal hanno approvato il 18 ottobre scorso al termine di una riunione svoltasi ad Arborea.

Deiana ha lanciato inoltre l’idea degli “Stati generali della sanità sarda e di un Patto della salute condiviso fra istituzioni e territori, per scrivere insieme le priorità delle comunità locali ed evitare di essere costretti, nella prossima legislatura, a ricominciare daccapo. Occorre un programmazione regionale che garantisca il diritto alla salute in modo uguale in tutta la Sardegna -ha aggiunto-, dalle zone costiere a quelle interne.

Numerosi anche gli interventi dei Sindaci che hanno richiamato l’attenzione della commissione sulla legittima protesta che nasce dal basso in molti territori e sulla necessità di fare, tutti insieme, “uno scatto in avanti”.

Per i consiglieri regionali, hanno inoltre preso la parola Domenico Gallus e Franco Mula (Psd’Az), Giorgio Oppi (Udc-Cambiamo), Pierluigi Saiu (Lega), Desirè Manca (M5S), Gianfranco Ganau (Pd), Francesco Agus ed Antonio Piu (Progressisti).

Durante la seduta l’assessore Nieddu ha consegnato ai presenti la copia di una bozza del Piano regionale dei Servizi sanitari, un testo di 160 pagine con dati e tabelle aggiornate. Materiale sul quale, ha detto l’assessore, “ci aspettiamo proposte e contributi per condividerlo e migliorarlo.”

 

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