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PAC – Le anomalie Agea e le avversità burocratiche che non si vorrebbero mai incontrare

Caso emblematico in Sardegna è il T99-08

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Di Salvatore Loriga

Vari sono i problema burocratici, specialmente informatici, che stanno bloccando i pagamenti da parte della PAC (Politica Agricola Comune) verso gli imprenditori agricoli sardi.

 

Infatti quando un imprenditore agricolo incappa in un’anomalia bloccante, spesso con nomi ed acronimi criptici quali MAN, GAP-1, AG-01, T99-08, sa che stanno iniziando i suoi problemi, spesso di non facile soluzione, anche perché chi ha competenza in materia, Agea, si ostina a non fornire nessun chiarimento, non rispondendo spesso neanche alle diffide formali degli agricoltori.

 

Un’anomalia attualmente molto sentita dal mondo agropastorale sardo è la famigerata T99-08, dove viene individuato il “produttore con debiti nella campagna precedente in fase di elaborazione” e che, con il successivo blocco fino alla risoluzione dell’ anomalia, non è possibile dare corso al pagamento degli aiuti corrispondenti richiesti.

 

E’ un’anomalia storica, che si trascina fin dalla campagna 2009, quando i pagamenti venivano gestiti da AGEA, Organismo Pagatore Italiano, che ha ed aveva competenza per l’erogazione di aiuti, contributi, premi ed interventi comunitari.

 

Competenza specifica che però non è stata rigirata ad ARGEA OP, nuovo Organismo Pagatore Regionale Sardo, riconosciuto operativo dal 16/10/2020 e la quale non avendo titolo non ha la possibilità di intervenire sul procedimento amministrativo in capo ad AGEA.

 

Resta fermo il principio che AGEA avrebbe dovuto chiudere il procedimento e non tenerlo aperto ad oltranza, come sta illegittimamente accadendo.

 

Da una verifica effettuata, ad oggi non risulta adottato nessun provvedimento conclusivo in relazione alle domande inoltrate dai produttori e non risulta l’invio di qualsivoglia liquidazione per eventuali debiti a proprio carico.

 

Ricordo che costituisce principio fondamentale del procedimento amministrativo il combinato disposto dall’art. 2 della legge n. 241/1990 (Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad un’istanza, ovvero debba essere iniziato d’ufficio, le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di concluderlo mediante l’adozione di un provvedimento espresso…)

 

Il tutto appare incomprensibile, oltre che intollerabile, proprio perché vi sono (addirittura!) domande del 2009.

 

Normalmente AGEA, per poter liquidare le domande presentate dai produttori con anomalia bloccante T99-08, aspettava che venisse presentata domanda per l’anno successivo, in modo “da mettere al sicuro”, il debito maturato ma non iscritto, e poterlo compensare con i pagamenti futuri.

 

Per chi, invece, non presentava domanda per l’anno successivo, magari per chiusura attività, trasferimento e/o cambio di società e qualunque altro legittimo motivo, ma che implicava il cambiamento del Codice Unico delle Aziende Agricole (CUAA) che è il Codice Fiscale per le ditte individuali e la Partita IVA, in caso di Società, non si vedeva liquidata la domanda precedente, anche se l’eventuale debito risulti di poche decine o centinaia di euro a fronte di crediti di migliaia di euro.

 

Naturalmente questo diabolico meccanismo, oltre che essere fuori norma, ha creato più problemi di quanti non ce ne fossero già presenti e questo “rimedio” fatto in casa è peggiore della soluzione prevista dalla legge (241/1990), ovvero la chiusura del procedimento con l’iscrizione a ruolo delle somme percepite in esubero e, ove possibile, la compensazione o recupero.

 

E’ palese la persistente inerzia ed omissività dei comportamenti di AGEA che, non conclude i procedimenti e non specifica ed indica termini certi di conclusione degli stessi procedimenti, continua a infierire e deprivare, illegittimamente, quanto dovuto agli imprenditori agricoli.

 

Di fatto abbiamo circa 1.200 aziende agropastorali sarde che, per aver ricevuto aiuti economici in più nell’anno precedente, avrebbero dovuto restituirli, con compensazione, nell’anno successivo.

 

Era una cosa normale, che se si ricevevano aiuti in più, mediamente dell’ordine di 20-100€, gli stessi venivano compensati con la domanda dell’anno successivo.

 

Sfortunatamente con il passaggio delle competenze ad Argea OP, avvenuto il 16/10/2020, l’inserimento di tale debito nel “registro debiti e crediti nazionale”, da parte di Agea, non è avvenuto ed Argea non aveva ed ha le competenze e strumenti per provvedere.

 

Ad oggi, nel 2023, nonostante le varie e molteplici sollecitazioni di Argea nei confronti di Agea, sia via PEC che con incontri diretti, ancora non si è provveduto ad inserire tali debiti nel registro e non potendosi fare le compensazioni, le pratiche sono tutte bloccate, con gravissimi danni economici nei confronti di oltre 1.200 imprenditori agricoli, per stimati circa 9 mln di euro, che addirittura non percepiscono gli aiuti dal 2009.

 

L’impotenza dell’imprenditore agricolo che si accorge di non aver ricevuto gli aiuti, che chiama il suo Centro di Assistenza Agricola (Caa), che poi si rivolge ad Agea, che ne ha le competenze per il periodo di riferimento, e che spesso non risponde alle telefonate e neanche alle PEC, e se qualcuno risponde, si sente dire che la stessa Agea rinvia, perché cose troppo complesse e non sa dare spiegazioni.

 

Ricordiamoci che, durante il passaggio delle consegne ad Argea OP, Agea ha anche appaltato la gestione del sistema informatico a un raggruppamento di imprese Pubblico Privato, che però ad oggi non ha ancora inserito gli importi nel “registro debiti e crediti nazionale”.

 

Di fatto, le aziende interessate si ritrovano ancora, e fino alla risoluzione dell’anomalia, con il pagamento degli aiuti bloccati.

 

Alla fine della giostra, i problemi restano insoluti e l’imprenditore agricolo, impotente, continua ad essere beffato ed nessun pagamento arriva ancora a destinazione.

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