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NUORO – Riparte il Project Financing – Svolta decisiva per la sanità nuorese. Franco Mariano Mulas ricorda la grande stagione del San Francesco nella figura di Franco Cossu.

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NUORO > Come l’Araba Fenice, simbolo mitologico che rinasce dalle proprie ceneri, emblema del potere della resilienza, la capacità di far fronte in maniera positiva alle avversità, così la sanità nuorese riprende vigore in uno dei suoi momenti più critici, cruciali, a dispetto di coloro che già ne celebravano, o avrebbero voluto celebrarne, l’orazione funebre.

Un grande progetto di rilancio con al centro l’ospedale San Francesco, il più grande presidio del centro Sardegna, imprescindibile struttura per le politiche sanitarie, non solo del territorio, ma dell’intera Sardegna.

Come si può ben intuire dalle dichiarazioni rilasciate alla stampa, il nuovo Direttore Generale della ASL 3 di Nuoro, Paolo Cannas, sembra avere le idee molto chiare in proposito, e non intende perdere ulteriore tempo prezioso. “Non esiste in Sardegna un ospedale con le caratteristiche e le potenzialità del San Francesco – ha dichiarato il manager -. E questo lo si vedrà ancora di più a lavori ultimati, quando a giovarne sarà innanzitutto l’offerta sanitaria, con la Medicina Nucleare, i reparti completamente rinnovati e modernissimi, di cui si può già vedere l’anteprima nei locali del padiglione DEA, Cardiologia – UTIC ecc.”

“A beneficiare del restyling sarà anche l’aspetto apparentemente meno legato alla sanità, eppure fondamentale per realizzare finalmente quella “umanizzazione” degli ambienti ospedalieri, considerata importantissima. Mi riferisco a tutti quegli spazi finora inutilizzati – ha proseguito Cannas – che daranno un senso anche alla hall che finora appariva spropositata: nasceranno servizi commerciali e di ristorazione, ma anche di utilità, che non si trovano in nessun altro ospedale della Sardegna, ma che tantissimi sardi hanno avuto modo di apprezzare in grandi centri ospedalieri – pubblici e privati – della Penisola e d’Europa.”

Cardine e strumento principe di questa grande operazione di rilancio ad ampio raggio (scientifica, sanitaria, edile e politica) che riporterà il San Francesco all’avanguardia, è il Project Financing, o Finanza di Progetto, “croce e delizia della sanità nuorese degli ultimi decenni”, in tutti questi anni portato comunque avanti tra mille peripezie anche all’impegno e preparazione tecnico-scientifica di dirigenti e funzionari che non si sono mai arresi di fronte agli ostacoli, come la dott.ssa Grazia Cattina o al Rup dott. Antonello Podda, grazie ai quali oggi si è giunti allo sblocco di tutte le opere. 

Il Project Financing arriva da molto lontano e affonda le sue radici nella gloriosa storia della sanità nuorese, ricca di uomini illuminati, che negli anni hanno pensato, studiato e lavorato con l’esclusivo interesse di renderla sempre migliore e all’avanguardia.

Con il senno di poi, a tal proposito, questa visione ci appare cristallina nel ricordo che alcuni anni fa, uno dei manager più seri e preparati che la sanità nuorese abbia mai avuto, nonché padre del Project, Franco Mariano Mulas, scrisse nel ricordare la figura di Franco Cossu, eminente direttore dell’unità operativa complessa di Urologia del San Francesco e che riportiamo in calce integralmente.

Altri tempi, altri uomini, diverse visioni dell’interesse pubblico.

E’ da quelle basi che oggi si può finalmente ripartire per ricostruire la sanità nuorese e ricondurla a pieno titolo nel ruolo che gli compete, quella di terzo polo sanitario della Sardegna.

 

In ricordo di Franco Cossu

di Franco Mariano Mulas *

 

A poco più di un anno dalla sua scomparsa voglio ricordare il dottor Franco Cossu, Direttore per tanti anni della Unità operativa complessa di Urologia dell’Ospedale San Francesco.

Ho conosciuto il dottor Cossu nel 2002 in occasione della sua nomina a Primario e da subito si è creato un rapporto molto positivo basato su una condivisione di valori umani e civili. 

Ho avuto modo infatti di conoscere e apprezzare il suo percorso culturale, il suo impegno di intellettuale e la sua militanza di convinto europeista, sulle orme dei grandi personaggi di tradizione repubblicana. La stima si trasformò ben presto in amicizia.

Ho poi conosciuto la moglie signora Enza e i figli, e in seguito il fratello Gian Paolo, anche lui medico urologo, che oggi guida il reparto di Urologia del San Francesco.

Il dottor Cossu ha contribuito in maniera determinante, insieme a tanti altri – medici, infermieri  e operatori sanitari – alla crescita della sanità nuorese.

Con il loro apporto (ricordo  le discussioni in occasione della presentazione annuale  del Bilancio sociale) si è costruito un progetto organico per la sanità nella città di Nuoro e nei Distretti di Macomer, di Siniscola e di Sorgono.

In una visione di più lungo termine si cercava anche di costruire il consenso istituzionale per la realizzazione di una Cittadella della salute, con i due ospedali collegati da una piastra-cavalcavia sulla strada di ingresso alla città, e i servizi territoriali e di prevenzione accorpati in quella stessa area, attraverso una permuta fra edifici sanitari e edifici scolastici.

Ma alla visione strategica, che mai deve mancare nei decisori, politici o manageriali che siano, dovevamo affiancare una pragmatica capacità di realizzare singoli interventi, da intendere come tessere di un mosaico in costruzione.

Perciò ci eravamo dati come obiettivo immediato una generale riorganizzazione di tutte le strutture di prevenzione, di assistenza territoriale e ospedaliera.

Pensavamo fosse necessaria innanzi tutto una più razionale destinazione dei due Presidi Ospedalieri:

lo Zonchello Ospedale per post acuti: un reparto di Lungodegenza e una Riabilitazione di eccellenza (con piscina per la riabilitazione in acqua),

il San Francesco un grande ospedale per acuti con la riorganizzazione delle unità operative per blocchi dipartimentali e un collegamento più efficiente delle Unità operative fra loro.

Per poter dotare nel tempo tutte le degenze del bagno in camera e per un maggior isolamento termico avevamo previsto un doppio involucro (doppia pelle) dell’edificio tale da consentire il passaggio degli impianti idrico-sanitari nell’intercapedine del doppio involucro, evitando così interventi murari più complessi e costosi.

Si è lavorato dunque insieme alla Dirigenza sanitaria e amministrativa e agli uffici tecnici aziendali per l’ampliamento dell’offerta di servizi sanitari, garantendone la qualità, al fine di costruire non un nuovo ospedale, ma un ospedale nuovo.

Voglio ricordare, fra le cose fatte, la Radioterapia, la Neurochirurgia, la Chirurgia vascolare, il nuovo Pronto Soccorso con OBI (osservazione breve intensiva) ed Elisuperficie 118, l’Unità Stroke della Neurologia, le camere sterili dell’Ematologia (con il contributo determinate dell’AIL), le nuove Sale parto dell’Ostetricia, l’Emodinamica della Cardiologia, l’Hospice, l’Asilo nido aziendale, la Biblioteca sanitaria (ora chiusa credo definitivamente), la ristrutturazione della Diagnostica per immagini con Radiologia interventistica e Breast Unit per i tumori mammari, la nuova Oncologia, il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura.

Il collegamento del corpo centrale con la Radioterapia e la Medicina Nucleare era assicurato da un atrio-piazza che doveva contenere, oltre al nuovo CUP riorganizzato, anche numerosi servizi, non solo sanitari, destinati agli utenti.

Franco Cossu ha creduto in questo progetto e – lui non nuorese – ne aveva compreso l’importanza per la sanità nuorese e per la stessa città di Nuoro molto di più di alcuni rappresentanti del territorio.

Nel ruolo di Primario di Urologia è stato importante il suo apporto clinico e la sua collaborazione con le altre unità operative del Dipartimento ospedaliero di chirurgia. In seguito quel  Dipartimento il dottor Cossu sarà chiamato a dirigere.

In un Blocco Operatorio ristrutturato l’avvio della chirurgia robotica, inaugurata al San Francesco con l’acquisizione – primi in Sardegna – del robot Da Vinci è stato un traguardo importante, da tutti in Sardegna  guardato con ammirazione.

La Urologia la ha potuta utilizzare in particolare negli interventi di  tumore della prostata e negli interventi di chirurgia conservativa del tumore del rene.

In questo campo il dottor Cossu ha svolto un ruolo importante sia sul piano medico chirurgico, dando un contributo di esperienza e di capacità professionale, sia sul piano dei rapporti umani – con i colleghi medici, con gli infermieri e gli altri operatori – contribuendo a creare quel che si chiama un buon “clima organizzativo”.

Non c’è dubbio infatti che lo spirito di collaborazione degli operatori, unitamente all’impegno delle Forze sociali e di alcune Associazioni (AIL e TdM in particolare) è stato il fattore che ha fatto raggiungere all’Ospedale quegli importanti traguardi di crescita organizzativa, tecnologica e professionale che hanno avuto numerosi riconoscimenti nazionali.

A costruire quel clima di condivisione della mission aziendale il dottor Cossu ha dato uno straordinario contributo.

Perciò lo ricordo con gratitudine come Direttore generale di quegli anni e lo ricordo oggi con un sentimento di stima e sincera amicizia.

 

* Franco Mariano Mulas, già Direttore Generale della ASL3 di Nuoro

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