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Nord Sardegna unito per la ripresa, si ripartirà da Nule con un documento condiviso

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Sassari. Grande prova di forza amministrativa in tutto il territorio del nord Sardegna, un documento unitario, condiviso ed elaborato da un lavoro perentorio che verrà presentato a Nule il 29 Novembre.

Nule, scelta non casuale, simbolo di un piccolo comune rappresentativo per le zone interne, colpite da spopolamento, che potrebbe diventare il punto di ripartenza, il rilancio economico di tutta la provincia.

La forza di questo progetto sono gli enti coinvolti, a partire dall’intera Provincia di Sassari, la Città metropolitana, la rappresentanza delle Unioni dei Comuni e delle Comunità Montane e Tips (il tavolo che riunisce 16 sigle sindacali e datoriali del nord ovest).

Il commissario della Provincia Pietrino Fois spiega “Viabilità ferroviaria, viabilità interna, industria chimica, energia, agenzia di sviluppo, digitalizzazione e automatizzazione delle aziende sono tra i temi che verranno discussi a Nule il 29 novembre, in una grande assemblea della nostra provincia che vedrà la presenza delle autorità civili, delle rappresentanze sindacali e di tutti gli enti e i partner che sono coinvolti nel Pnnr”.”La scelta di incontrarsi a Nule non è casuale – continua Fois – l’attenzione ai piccoli centri, e ai comuni meno collegati con il territorio è una delle priorità. Da Nule parte un messaggio che non lascia intendimenti; il territorio necessita di investimenti mirati il cui indirizzo non può essere imposto dall’alto ma deve arrivare necessariamente dal territorio. Verrà istituita immediatamente una cabina di regia che diventerà l’interlocutore diretto per tutte le dinamiche inerenti il Pnnr e che avrà l’autorevolezza di dialogare direttamente con il ministero”.

“Da oggi alla presentazione del documento a Nule – spiega Fois – si terranno una serie di incontri per rafforzare le linee programmatiche e chiudere il cerchio sulla strategia di sviluppo. Gli investimenti che saranno traghettati sul territorio dovranno essere di lunga durata, capaci di unire sviluppo interno e costiero, rafforzare le dinamiche di inclusione e sconfiggere l’isolamento oltre che lo spopolamento. I protagonisti di questo intervento sono 92 comuni che insieme alle sigle sindacali sono indiscutibilmente il centro decisionale delle risorse e hanno il diritto di esigere la massima attenzione”.

 

 

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