CAGLIARI – “La legge sulla coltivazione della canapa deve cambiare”. È questo il motivo che ha spinto i coltivatori sardi ad organizzare la manifestazione di protesta stamane sotto il palazzo del Consiglio regionale, in via Roma a Cagliari.
“Troppi sequestri e poca, pochissima chiarezza nella normativa”. In centinaia si sono dati appuntamento da tutta l’Isola per chiedere un forte intervento della politica regionale, per superare le attuali diverse e opposte interpretazioni alle vigenti norme che di fatto impediscono la coltivazione della canapa in Sardegna, al contrario di altre regioni italiane dove, con l’adozione di leggi apposite, il gap giurisprudenziale è stato superato e colmato.
“Abbiamo fatto tante richieste in merito alla Regione e anche a livello nazionale, ma sono rimaste inascoltate”, ha dichiarato Piero Manzanares presidente dell’associazione Sardinia Cannabis. “Così abbiamo deciso di far nascere il movimento dei canapicoltori sardi che coinvolge tutti: coltivatori, commercianti, corrieri, agronomi. Cerchiamo di coinvolgere più persone possibile, compresi i sindaci dei nostri paesi, associazioni e politici”.
“Chiediamo che venga approvata una legge regionale e, eventualmente, modificata. Due proposte sono ferme da più di un anno, in attesa che vengano calendarizzate. Purtroppo – ha detto Manzanares – da parte di alcuni partiti c’è un forte ostruzionismo.”
