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Bando servizio a privati per campagna antincendio – Politica e sigle sindacali in campo per chiedere revoca della procedura.

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CAGLIARI > Il bando da 1 milione e 469 mila euro (iva esclusa) da destinare ai privati per la campagna antincendi 2022 sta suscitando reazioni molto negative e contrarie da parte dei sindacati, degli operatori e volontari della Protezione Civile e dei Barracelli, che si uniscono alle proteste già avanzate da parte degli operai di Forestas.
 
Secondo le organizzazioni del territorio “si aprirebbe la strada ad una gestione di tipo privatistico nella campagna antincendi per interventi di pura pertinenza del Corpo forestale, di Forestas, dei barracelli, dei vigili del fuoco e delle associazioni di volontariato che lavorano gratis, anticipando sempre tutte le risorse necessarie. “Questo appalto – questa la principale critica – ha dato il senso di una svalutazione del lavoro svolto dai volontari e dello svilimento del suo ruolo. Ancora di più perché riguarda attività di pattugliamento e quindi di prevenzione che al volontariato non sono mai state consentite, fatto salve alcune giornate, con una giustificazione di tipo economico ovvero non disponibilità di adeguate risorse. Il Volontariato Sardo di Protezione Civile non può accettare una tale perdita di rispetto nei confronti di chi, gratuitamente, mette a disposizione la propria professionalità, conoscenza del territorio e il proprio tempo libero e ancor meno nei confronti di altri enti preposti che si ritrovano ad operare con estreme carenze di personale e di mezzi” “.
 
Ora a scendere e in campo e dare manforte alle rimostranze è la politica regionale, con esponenti di primo piano sia dai banchi dell’opposizione sia da parte di autorevoli esponenti della maggioranza.
 
“Barracelli e associazioni locali di protezione civile, ribellatevi! – tuona Daniele Cocco, esponente di Liberi e Uguali. “Mi chiedo quale sia il motivo che abbia portato la Regione Sardegna a voler affidare a soggetti esterni, a metà luglio e in piena emergenza, il servizio di prevenzione incendi a società private – si domanda l’esponente politico di minoranza -. Tutto ciò mentre i barracelli e le associazioni di protezione civile locali, grandi conoscitori dei propri territori, sono in trincea gratis h24.”
 
Anche dalla maggioranza regionale arrivano giudizi e commenti che non condividono affatto la scelta di affidare a esterni il servizio di presidio e pattugliamento attivo delle strade statali e provinciali del territorio regionale finalizzato al contrasto degli incendi.
 
Giuseppe Talanas di Forza Italia, Presidente peraltro della Commissione competente su Politiche Ambientali, è drastico: “Il bando della Protezione Civile deve essere immediatamente ritirato. Non è accettabile, infatti, che mentre quotidianamente riceviamo lamentele dagli operatori ambientali dei vari territori, compresa la mancata applicazione e il riconoscimento di quanto dovuto, si decida di spendere importanti risorse per dei servizi che nessun altra struttura, pubblica o privata, potrebbe fornire meglio di coloro che già vi operano giorno e notte, e molti di loro come volontari. I fondi sarebbe meglio utilizzarli per acquistare i mezzi dotati di moduli antincendio – ha aggiunto Talanas – e metterli nelle disponibilità delle nostre compagnie barracellari. Da tempo si attendono risposte in proposito, perché sono spese quasi integralmente a carico finanziariamente dei nostri poveri comuni -ha concluso.
 
Ecco quindi arrivare, in piena campagna contro il fuoco, l’annuncio di uno sciopero generale a oltranza dei barracelli, che va ad unirsi a quello proclamato da settimane dai dipendenti di Forestas previsto per martedì 12 luglio.

Lo ha proclamato il Sindacato Autonomo Barracelli e l’Unione Barracelli quale “forma di protesta – si legge in una nota – in seguito al possibile impiego di ditte private nelle attività di pattugliamento lungo le strade statali e provinciali”.

Alla Regione si chiede la sospensione del bando e un incontro chiarificatore. Nell’immediato saranno rivisti i programmi operativi per il 2022 e quindi la disponibilità in termini di giornate e numero di squadre.

Nel documento diffuso, fanno osservare le sigle sindacali, “è prevista la spesa di circa 1 milione e mezzo di euro per un numero minino di 16 mezzi pick up con modulo antincendio, due operatori per ciascun mezzo di cui un autista per 48 giorni. Non si capisce il perché di un bando simile quando le stesse risorse sarebbero potute essere messe a disposizione dei barracelli, che svolgono lo stesso servizio con in più le qualifiche funzionali di agenti di pubblica sicurezza, agenti e ufficiali di polizia giudiziaria”.

Anche Fp Cgil, Uil Fpl e Saf denunciano il rischio di privatizzazione della macchina antincendio e chiedono la revoca immediata della procedura del bando e “una più corretta destinazione delle risorse pubbliche, quasi due milioni di euro per i due mesi di luglio e agosto”.

Una lettera è stata inviata al presidente della Regione Christian Solinas, all’assessore all’Ambiente, Gianni Lampis, al Consiglio regionale, al direttore della Protezione Civile, Antonio Belloi e al Comandante del Corpo forestale. “Ma non è detto che altre iniziative di protesta possano essere messe in campo nel giro di poche ore” – hanno dichiarato i rappresentanti sindacali, riservandosi di rivedere il proprio impegno nella campagna. 

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