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AGRICOLTURA E CRISI – Cera e Talanas (Forza Italia) scrivono a Solinas e Murgia: “Convocare immediatamente un tavolo di confronto”

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CAGLIARI > “E’ urgente convocare immediatamente un tavolo di confronto tra l’Assessorato all’Agricoltura, la V Commissione del Consiglio Regionale, le Agenzia regionali per l’Agricoltura e le rappresentanze economico e produttive del comparto zootecnico per programmare e dare attuazione ad una strategia di sviluppo che con la tecnologia, l’efficientamento e la sostenibilità possa dare una nuova prospettiva alle aziende della Sardegna.”

A scriverlo sono i due Consiglieri regionali Emanuele Cera e Giuseppe Talanas (Forza Italia), in una lettera indirizzata al Presidente della Regione, Christian Solinas e all’Assessora all’Agricoltura, Gabriella Murgia.

“Con l’approvazione della Legge di stabilità 2022 la Regione ha dato un segnale forte e concreto al settore agricolo mediante l’approvazione dell’intervento di oltre 40 milioni di euro in favore degli allevatori sardi, di cui 9 milioni e 840 mila per il comparto dei bovini da latte e 8 milioni per il comparto dei bovini da carne, per far fronte alle difficoltà attraversate dal settore e aggravate ulteriormente di recente dal caro prezzi che pesa sulle materie prime, energia e gasolio agricolo.

La Legge di stabilità ha stanziato inoltre 22 milioni di euro per il settore ovicaprino, ulteriori 4 milioni per il settore suinicolo e 1 milione per i riproduttori sempre per il settore suinicolo. Questo importante intervento richiede adesso un immediato sforzo operativo attuativo dell’Assessorato dell’Agricoltura, per essere immediatamente e tempestivamente conseguenti, viste le enormi difficoltà in essere dovute a fattori esogeni al comparto, mettendo a disposizione delle aziende zootecniche tutte le misure approvate dal Consiglio Regionale. Al tempo stesso, il meritorio intervento di cui sopra, necessita di una decisa e analoga azione in favore del comparto agricolo, come già ho avuto modo di sollecitare in sede di approvazione della legge di stabilità 2022. Difatti deve essere avviato l’ulteriore provvedimento per soccorrere le aziende sarde dell’ortofrutta e cerealicole danneggiate anch’esse dalle conseguenze economiche della crisi, che attendono analoga attenzione.

Tuttavia l’emergenza energetica deve necessariamente chiamare la Regione a programmare una robusta azione finalizzata ad incentivare finanziariamente e sostenere l’agrisolare, o agrivoltaico per promuovere la produzione agricola e/o zootecnica in contemporanea alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Si deve definire necessariamente una strategia finalizzata ad installare pannelli solari fotovoltaici su stalle, case rurali, capannoni agricoli e pertinenze e, non per ultimo, sulle serre, per abbattere i costi di produzione per le aziende, con la possibilità di offrire sul mercato prodotti a prezzi più bassi, e allo stesso tempo di evitare lo spreco di suolo prezioso. Inoltre, con l’avvio del conflitto in Ucraina si apre un nuovo e preoccupante fronte a causa della situazione emergenziale a livello mondiale.

Difatti il conflitto sta avendo pesantissime ripercussioni sul mercato delle materie prime agricole, in particolare del mais. A causa di ciò non solo è venuto meno l’export proveniente dall’Ucraina, tra i principali fornitori di granoturco dell’Italia, ma ora anche alcuni Paesi dell’Europa dell’Est, Ungheria in testa, hanno deciso di bloccare le vendite all’estero per garantire il mercato nazionale. In prospettiva si sta prefigurando uno scenario molto complesso che a breve termine potrebbe portare al consumo delle scorte di materie prime agricole per la produzione mangimistica e se non si attiveranno canali di approvvigionamento alternativi, sarà inevitabile il blocco della produzione mangimistica e c’è il rischio concreto che si potrebbe arrivare persino all’abbattimento degli animali nelle stalle. 

Alla carenza degli approvvigionamenti di mais si registrano difficoltà crescenti anche per i cerali, quali segale, orzo, avena oltre che per i semi di soia e girasole. La dipendenza da mangimi dai mercati esteri e prevalentemente da quelli dell’est, ha fatto emergere la fortissima debolezza del settore. In due settimane si è avuta una insostenibile impennata dei prezzi dei mangimi accompagnata al blocco delle esportazioni dall’Ucraina, Russia e nei giorni scorsi anche dalla Ungheria. Basti pensare che il solo comparto zootecnico unicamente nel territorio di Arborea vede la presenza di circa 120 imprese agricole e diverse migliaia di operatori coinvolti, nelle cui stalle sono presenti 36 mila bovini che devono essere regolarmente alimentati.

Il caro prezzi dei mangimi, la carenza di luoghi di stoccaggio, la dipendenza dai mercati internazionali per l’approvvigionamento e la contestuale presenza di numerosi terreni irrigui incolti e abbandonati che possono essere riqualificati e utilizzati per la produzione di mangimi e foraggio per l’alimentazione animale, deve chiamare a raccolta la Regione, le Agenzie regionali, il Consorzio di Bonifica e le imprese del territorio e pensare una soluzione destinata alla produzione di materie prime per l’alimentazione animale, spingendo sull’autoproduzione e per arrivare ad una indipendenza alimentare per i bovini, riqualificare le campagne, renderle produttive e rilanciare la zootecnia sarda in grande crisi, in particolar modo ad Arborea, che rappresenta la realtà produttiva più importante del settore. Se ci si riferisce ad esempio all’Oristanese abbiamo modo di constatare che non viene utilizzato circa il 40% dei terreni irrigabili del Consorzio e inoltre nel terralbese sono presenti un numero considerevole di terre di una primaria azienda agricola nazionale che attraverso accordi di collaborazione con il Sistema Arborea potrebbe condurre anche con questo importante obiettivo alla autoproduzione e alla autosufficienza alimentare dei bovini.

Difatti analoga soluzione, se prevista nel Campidano e nel resto della Sardegna, con lo specifico fine di incrementare le coltivazioni nelle aree attrezzate dal punto di vista irriguo, servite dai Consorzi di bonifica, può aumentare di gran lunga la produzione in loco di mangimi e foraggio e apportare maggiori benefici alle aziende agricole e anche agli altri Consorzi sardi, in cui la percentuale di superficie agricola utilizzata scende tra il 30 e il 40%.

Per questo motivo occorre dare piena attuazione al “Piano di recupero delle aree irrigue” presentato dal Consorzio di bonifica dell’Oristanese” che, se attuato in stretto raccordo con gli con gli agricoltori, riuscirebbe anche ad abbassare il costo delle utenze irrigue e incentivare la produzione. Al fine di promuovere un nuovo modello di sviluppo rurale incentrato sulla autosufficienza energetica ed alimentare occorre avviare un immediato piano di incentivi e la programmazione di un efficiente e adeguato apparato amministrativo burocratico che sappia attuare una nuova strategia di sviluppo rurale per il nostro territorio fortemente scosso da queste crisi internazionali.

Per tutte queste motivazioni esortiamo le SSLL a voler convocare immediatamente un tavolo di confronto tra l’Assessorato all’Agricoltura, la V Commissione del Consiglio Regionale, le Agenzia regionali per l’Agricoltura e le rappresentanze economico e produttive del comparto zootecnico per programmare e dare attuazione ad una strategia di sviluppo che con la tecnologia, l’efficientamento e la sostenibilità possa dare una nuova prospettiva alle aziende della Sardegna.”

 

 

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