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ELEZIONI EUROPEE – Analisi su affluenza e numeri assoluti

Confronto voti per i principali partiti politiche 2022 europee 2024

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Di Angelo Angioi

Analisi del voto delle elezioni Europee 2024 in Italia rispetto alle elezioni Politiche 2022.

 

Il grafico mostra il numero assoluto di voti per i principali partiti politici in Italia durante le due ultime consultazioni a carattere nazionale.

 

Fratelli d’Italia (FdI) voti Politiche 2022, 7.301.303, voti Europee 2024, 6.550.779.

FdI ha visto un calo di circa 750.000 voti. Nonostante un buon risultato in termini percentuali, il partito ha perso un numero significativo di voti assoluti, il che potrebbe indicare disincanto o difficoltà nella mobilitazione.

 

Partito Democratico (PD) voti Politiche 5.348.676, voti Europee 5.466.619.

Il PD è riuscito ad aumentare leggermente i suoi voti assoluti di circa 118.000. Questo è un guadagno modesto, ma dato il contesto di una minore affluenza generale, suggerisce che siano riusciti a mantenere la loro base in modo efficace.

 

Movimento 5 Stelle (M5S) voti Politiche 4.335.494 voti Europee 2.263.708.

M5S ha subito un calo drammatico, perdendo oltre 2 milioni di voti. Questa riduzione drastica evidenzia un grave problema di mantenimento degli elettori e potenzialmente una perdita di fiducia nel loro programma o nella leadership.

 

Forza Italia (FI) voti Politiche 2.279.266 voti Europee 2.207.125.

FI ha visto una leggera diminuzione di circa 72.000 voti. Sebbene non sia una perdita significativa in termini assoluti, indica una generale tenuta della base elettorale.

 

Lega voti Politiche 2.470.318 voti Europee 2.071.217.

La Lega ha perso circa 400.000 voti, un calo considerevole che potrebbe riflettere una disillusione con le politiche attuali o una scarsa mobilitazione.

 

Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) voti Politiche 1.021.808 voti Europee 1.514.067.

AVS ha guadagnato circa 500.000 voti, un aumento significativo che potrebbe indicare una crescente preoccupazione per le tematiche ambientali e di sinistra tra gli elettori.

 

I numeri assoluti rivelano una realtà complessa che va oltre i semplici dati percentuali. Mentre alcune forze politiche riescono a mantenere o aumentare leggermente i loro voti, altre subiscono cali significativi che mettono in luce problemi di leadership, programmazione e fiducia degli elettori.

 

La bassa affluenza è un fattore determinante che gonfia artificialmente le percentuali di alcuni partiti, facendo sembrare più impressionanti i loro risultati di quanto non siano in realtà.

 

E qui veniamo al vero vincitore di queste elezioni: l’astensionismo.

 

Con sempre meno persone che trovano la voglia di uscire di casa per votare, la percentuale di voti acquisiti dai partiti sembra più una questione di aritmetica che di reale consenso popolare.

 

Infatti, sembra quasi che l’astensionismo sia diventato il nuovo sport nazionale. Dopotutto, perché preoccuparsi di partecipare al processo democratico quando si può tranquillamente lamentarsi sui social media?

È molto più comodo, richiede meno sforzo e permette di continuare a godersi il weekend senza interruzioni.

 

E così, mentre i politici brindano ai loro “successi”, il vero trionfo va alla pigrizia elettorale, il grande silenzioso della democrazia italiana.

 

 

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