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DERMATITE BOVINA – FRATELLI D’ITALIA: “UNA FILIERA SARDA PER GARANTIRE E TUTELARE IL PRODOTTO LOCALE”

✅ FRANCO MULA: "Proposta di impatto per una filiera di allevamento locale autonoma"

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Di Paqujto Farina

CAGLIARI > Il Gruppo Fratelli d’Italia in Consiglio regionale – primo firmatario Franco Mula – ha presentato una mozione per la gestione dell’emergenza Sanitaria legata alla dermatite nodulare contagiosa dei bovini.

 

“Tale misura – si legge nel comunicato stampa – si è resa necessaria per smuovere il silenzio intorno alla mancata pubblicazione sul BURAS a distanza di ben 30 giorni dall’approvazione della legge, della variazione di bilancio, malgrado il tenore di emergenza che l’aula si era imposta per risolvere il problema dei tanti allevatori in sofferenza. La nostra mozione è anche rivolta a chiedere alla Presidente Alessandra Todde e all’Assessore all’Agricoltura Gianfranco Satta, a riferire in Aula in merito al numero di vaccini somministrati, gli effetti, il numero degli abbattimenti e le misure messe in campo fino ad oggi. Un aggiornamento atteso e dovuto dal quale non ci si può esimere.”

 

“Altresì – prosegue Mula – con vero spirito propositivo, la mozione non è solo di natura critica ma presenta una chiara e lungimirante proposta per realizzare una filiera interna e completamente autonoma del processo di allevamento dei capi di bestiame, dalla nascita, all’ingrasso e fino alla macellazione e alla distribuzione delle carni. Questo consentirebbe un controllo più diretto sulla qualità del prodotto e sul benessere animale capace di inaugurare una nuova stagione di consumi di qualità tracciata e sostenibile. Non ultima l’idea della creazione di un marchio di garanzia autonomo.”

 

“Davanti a una crisi che colpisce duramente il settore zootecnico -conclude Franco Mula – è fondamentale adottare un approccio sistemico e lungimirante trasformando questa fase di emergenza in una occasione concreta per costruire opportunità di sviluppo economico ed occupazionale. Infatti, investire in una filiera produttiva regionale non è solo una risposta tecnica alla crisi ma una scelta politica ben precisa, strategica per rafforzare una sovranità alimentare sarda.”

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