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CASO TODDE – PROSSIMA SETTIMANA IL RICORSO DELLA GOVERNATRICE

✅ Giuseppe Conte: "Decadenza palesemente illegittima, Alessandra chieda i danni"

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Di Paqujto Farina

CAGLIARI > Verrà depositato la prossima settimana, al tribunale civile di Cagliari, il ricorso contro l’ordinanza-ingiunzione del collegio regionale di garanzia elettorale della Corte d’appello del capoluogo sulla decadenza della presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, per irregolarità nel rendiconto delle spese della sua campagna per il voto di febbraio 2024.

 

Il caso costituisce un unicum nella casistica politico-giurisprudenziale italiana: la decadenza di un presidente di Regione che provoca lo scioglimento di un intero Consiglio regionale e il ritorno a elezioni, tanto che da quando è stato notificato il provvedimento del collegio elettorale di garanzia si sono fatte le ipotesi più disparate.

 

Fino alla decisione di percorrere il doppio binario che passa per la Giunta delle elezioni del Consiglio regionale e per il ricorso della governatrice al tribunale ordinario. Ma resta in piedi una terza via, che comunque non esclude le altre due: il ricorso alla Corte Costituzionale.

 

Da subito, vista l’eccezionalità del caso specifico, in tanti hanno pensato che solo il giudice delle leggi avrebbe potuto fare chiarezza. Qualcuno ci crede ancora, considerato che la Regione non esclude di sollevare un conflitto di attribuzioni con lo Stato, su cui è competente a giudicare proprio la Consulta. In pratica, è la tesi di partenza, la legge dello Stato applicata dal collegio di garanzia lederebbe le prerogative della Regione. E una giunta regionale può sollevare il conflitto di attribuzioni quando ritiene che altri organi dello Stato o altre Regioni abbiano violato le sue competenze.

 

Potrebbe essere questo il caso.

 

Sul affaire Todde stamattina è intervenuto anche il leader nazionale dei 5 Stella, Giuseppe Conte. “Ho letto le carte e il provvedimento del Collegio di Garanzia e ho consigliato ad Alessandra di citare per danni i firmatari che a maggioranza hanno concluso per la sua decadenza -ha dichiarato alla stampa l’ex Presidente del Consiglio dei Ministri -. Noi confidiamo sempre nella magistratura ed è per questo che le ho suggerito di chiedere al Tribunale civile di pronunciarsi perché accerti se ci siano dei profili di colpa dei firmatari del Collegio di Garanzia, che è un organo amministrativo, per avere tratto una conclusione palesemente illegittima e infondata, che non ha riscontro in nessuna previsione di legge”.

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