NEWSARDE.IT Il quotidiano online della Sardegna

Logo Newsarde
Home Politica 🆕 POLITICA “0-24”, UN INVESTIMENTO STRUTTURALE PER LA SARDEGNA DEL FUTURO

🆕 POLITICA “0-24”, UN INVESTIMENTO STRUTTURALE PER LA SARDEGNA DEL FUTURO

✅ A Sarule il Partito Democratico promuove un convegno per venerdì 15 maggio alle ore 18

CONDIVIDI

Di Paqujto Farina

SARULE > Promosso dal Partito Democratico, venerdì 15 maggio alle ore 18 nei locali comunali “Don Giuseppe Piu”, verrĂ  presentata “Sardegna 0-24, la gratuitĂ  del servizio educativo dai nidi all’universitĂ ”, proposta politica Dem con al centro tematiche centrali nel dibattito sulle zone interne e le problematiche ad esse connesse, con un focus particolare verso i servizi socio-culturali e della Pubblica Istruzione nelle fasce d’etĂ  0-24 anni.

 

Dopo i saluti del sindaco di Sarule, Maurizio Sirca e di Mariaelisa Marongiu (Segreteria provinciale PD), interverranno Camilla Soru (Consigliera regionale PD – Presidente della Commissione Seconda Politiche sociali), Francesco Pitirra (Assessorato regionale Pubblica Istruzione), Luca Pirisi (Segreteria regionale PD).

L’introduzione e il coordinamento del convegno sono affidati a Elia Carai, Presidente del Consiglio comunale di Nuoro.

 

Lo studio che accompagna l’elaborazione della proposta politico-legislativa, di particolare importanza e oltremodo dettagliato, presenta la Sardegna come una regione attraversata da una delle piĂą profonde crisi demografiche della sua storia recente.

 

Negli ultimi dieci anni (2016-2025) l’Isola ha perso 80.111 residenti, con una media di 8.626 abitanti in meno all’anno. Ma il dato più allarmante non è solo la riduzione complessiva della popolazione: è la sua composizione. Nello stesso periodo, infatti, la fascia d’età 0-24 anni ha perso 53.041 giovani, pari al 66% della perdita demografica complessiva. Se nel 2016 gli under 24 rappresentavano quasi il 21% della popolazione, nel 2025 sono scesi al 18,5%. Questo significa che il processo di spopolamento colpisce in modo sproporzionato proprio le generazioni su cui si fonda il futuro economico, sociale e culturale della Sardegna.

 

Ancora più critica è la situazione nella primissima infanzia. In dieci anni la Sardegna ha perso 15.717 bambini tra 0 e 3 anni, circa un terzo della popolazione under 24. Nel 2016 i bambini 0-3 anni rappresentavano il 2,8% della popolazione regionale; nel 2025 sono scesi all’1,9%. Questo dato non è soltanto un indicatore demografico: è un ennesimo indicatore della crisi della natalità, e un segnale di fragilità delle condizioni materiali che accompagnano la scelta di avere figli.

 

Sul versante universitario, la dinamica non è meno preoccupante. Negli ultimi dieci anni accademici (2015/16–2024/25), le università sarde hanno perso complessivamente 2.712 iscritti; considerando i soli studenti residenti in Sardegna, la perdita è di 3.585 studenti (il calo degli studenti universitari residenti in Sardegna è stato solo in parte compensato da un aumento degli iscritti provenienti dall’Italia e/o dall’estero). In termini percentuali, negli ultimi dieci anni accademici gli studenti universitari sardi sono diminuiti di circa il 10%. Questo dato si riflette sul tasso di iscrizione dei giovani sardi alle università sarde: oggi il 68% dei giovani sardi tra i 19 e i 24 anni sceglie di non intraprendere gli studi universitari in Sardegna. Isolando gli altri molteplici fattori che incidono su questa scelta – assenza di alcuni corsi di studio in Sardegna, cambiamenti nell’attrattività dei poli universitari italiani, dinamiche del mercato del lavoro, percezioni di qualità, costi della vita, cicli generazionali di maggiore o minore propensione alla mobilità – si ritiene che il calo nelle iscrizioni non sia imputabile esclusivamente allo spopolamento, ma che rifletta una difficoltà strutturale di accesso e permanenza nel sistema universitario regionale.

 

I dati presentati nel dossier (basati su fonti ISTAT e MUR-USTAT e dettagliati nella prima sezione nel presente dossier) delineano un quadro chiaro: la Sardegna non sta semplicemente invecchiando; sta riducendo in modo significativo la propria base giovanile, tanto nella fase iniziale della vita quanto in quella della formazione superiore. In entrambe queste fasce in spopolamento, le condizioni economiche e materiali delle famiglie e degli studenti giocano un ruolo tutt’altro che marginale. I momenti nei quali le famiglie decidono se avere figli anche sulla base della possibilità di accesso ai servizi per la prima infanzia e alle prospettive socio-educative offerte dal territorio in cui risiedono, e in cui i giovani scelgono se e dove iscriversi all’università non possono essere letti esclusivamente sotto la lente del fenomeno demografico o culturale. Alla loro base pesano le valutazioni economiche e materiali delle famiglie e dei giovani. Il costo dei servizi educativi per la prima infanzia incide sulle scelte di natalità e sulla partecipazione femminile al lavoro; allo stesso modo, la contribuzione universitaria, insieme ai costi indiretti dello studio, può rappresentare un ostacolo concreto alla prosecuzione degli studi o orientare le scelte verso altre regioni.

 

“Queste considerazioni rendono evidente la necessitĂ  di un intervento politico organico e strutturale e il Gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale ritiene che la risposta alla crisi demografica e formativa della Sardegna non possa essere frammentaria o affidata a misure episodiche, ma debba tradursi in una scelta chiara di prioritĂ  politica -si legge nell’introduzione dell’interessante dossier-. Per questo motivo come Partito Democratico Sardegna abbiamo avviato un percorso istituzionale che ha trovato un primo passaggio formale nell’Ordine del Giorno approvato al termine della discussione della Legge di StabilitĂ  2026, che si allega al presente dossier e che costituisce l’atto di indirizzo politico da cui prende avvio la proposta “0-24”.

 

“Il dossier è strutturato in modo da offrire, in primo luogo, un’analisi demografica dettagliata della popolazione  sarda per fasce d’etĂ , con particolare attenzione alle coorti 0-3 e 19-24 anni; in secondo luogo, una ricostruzione del sistema dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, nei suoi aspetti normativi, organizzativi e di copertura territoriale; infine, un inquadramento del sistema universitario e del diritto allo studio in Sardegna, con l’analisi degli attori e degli strumenti esistenti. L’insieme di questi elementi non ha finalitĂ  meramente descrittiva: esso è funzionale a fondare su basi oggettive e documentate la proposta politica “0-24”, che verrĂ  presentata in conclusione come intervento strutturale volto a rendere effettivamente gratuito l’accesso ai servizi socio-educativi e all’istruzione universitaria in Sardegna, dalla prima infanzia alla laurea.”

CONDIVIDI

Cerca

Articoli recenti