RUSSIA, TESTATO NUOVO MISSILE NUCLEARE NOVATOR 9M730
Mosca ha testato un particolare missile da crociera a propulsione nucleare, costruito su tecnologia di ultima generazione. Stando ai risultati del test, tale missile sarebbe capace di attraversare 14 mila chilometri in poco più di 10 ore, punto di forza determinato dalla velocità subsonica propria di questa tipologia di armamenti. Il messaggio che il Cremlino ha inteso inviare è un chiaro avviso a Washington: per quanto gli ucraini reclamino al Pentagono i tanto agognati missili Tomahawk, la Russia ne dispone di altri che andrebbero potenzialmente a limitarne l’efficacia, vanificando la difesa ucraina, certa che l’aiuto americano solo sarebbe capace di bloccare l’avanzata russa. Il missile russo appena testato prende il nome di “Novator 9m730 Burevestnik” e nell’idea dei suoi ideatori può vantare una gittata illimitata. Secondo infatti il presidente Vladimir Putin, l’ “Uccello delle Tempeste” (traduzione letterale del termine russo “burevestnik”) è potenzialmente capace di colpire qualsiasi obiettivo raggirando le difese aree nemiche e volando a bassa quota. Per il momento però l’azienda produttrice e il Cremlino affermano di non essere intenzionate ad avviare una produzione in serie di tale categoria missilistica, pertanto non si è ancora a conoscenza di eventuali costi; al di la però dell’alone di segretezza che avvolge tale arma, si sa che su di essa possono essere montate sia testate nucleari che convenzionali.
TURCHIA, PKK: RITIRO COMPLETO DALLA TURCHIA VERSO IRAQ SETTENTRIONALE
Il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) ha annunciato il ritiro completo dalla Turchia, ovvero che le sue forze armate si sposteranno a breve verso il Nord dell’Iraq, seguendo quindi quanto era già stato stabilito l’anno scorso circa il processo di disarmo e di transizione politica in accordo con il governo di Ankara. Ad ammantare la notizia una grande cerimonia dei membri del PKK stesso tenutasi in una loro base situata tra i monti Qandil; la scelta di cui sopra segue la decisione presa anzitutto dal leader curdo Abdullah Öcalan (Apo), avendo annunciato dal carcere turco in cui è costretto che la lotta armata contro la Turchia si è conclusa, almeno per ora, e invitando di conseguenza lo scorso maggio i suoi adepti a deporre le armi dopo più di 40 anni di conflitto e 40 mila vittime. L’unica richiesta: quella per Ankara di porre un essere una legislzione che favorisca l’integrazione pacifica del Kurdistan turco, cosí come la partecipazione politica dei curdi stessi. La parola passerà quindi a una specifica commissione parlamentare che valuterà il quando e soprattutto il come agire a tal proposito.
USA-CINA, ACCORDO PER SOSPENDERE GUERRA ECONOMICA
Stati Uniti e Cina hanno raggiunto un accordo quadro sul piano commerciale che verrà ufficialmente decretato a seguito dell’atteso incontro al vertice tra Donald Trump e Xi Jinping, previsto per giovedì 30 ottobre in Corea del Sud. A questo proposito il segretario americano al Tesoro Scott Bessent ha voluto precisare pochi giorni fa che l’accordo raggiunto è stato possibile grazie ad un’intesa riguardo uso e natura di TikTok: il controllo dell’algoritmo sarà gestito da società americane mentre Pechino ottiene in cambio una breve sospensione (un anno) delle restrizioni cinesi intorno alle terre rare, cosí come i dazi del 100% sulle merci cinesi, diversamente dalla focosa propaganda tanto sbandierata da Trump. In sostanza Washington e Pechino si impegneranno a non introdurre nuove misure di guerra economica o doganale riservandosi di valutare i dettagli nei futuri negoziati.
ASEAN, ACCORDI DI TREGUA RAGGIUNTO TRA CAMBOGIA E THAILANDIA
Durante il vertice dell’ASEAN (associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico) tenutosi a Kuala Lumpur in Malesia, due membri, Cambogia e Thailandia, hanno firmato un accordo di cessate-il-fuoco in cui ha partecipato in qualità sia di ospite che di principale mediatore il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L’accordo raggiunto pone dunque in essere una tregua di tre mesi, per un conflitto durato una settimana ma che è costato 48 morti e oltre 300 mila sfollati. Secondo quanto stabilito le parti firmatarie si impegnano al ritiro delle truppe e di tutte le armi pesanti ancora presenti lungo la frontiera dei due Paesi, la liberazione di 18 prigionieri cambogiani, la rimozione delle mine e l’invio di una missione di osservatori dell’Asean.
CONFLITTO IN AFRICA, KHARTUM CONQUISTA AL-FASHIR
Le forze armate del generale Mohamed Hamdan Dagalo, note come “Rsf” (Rapid support forces), hanno conquistato la sede principale dell’esercito sudanese, nonché quartier generale, presso al-Fashir, dove i regolari erano guidati dal presidente Abdel Fattah Abdelrahman al-Burhan. L’obiettivo è stato raggiunto dopo più di un anno di assedio (18 mesi) della città del Darfur: le armate di Khartum non dispongono più di quella che fino ad ora era per loro uno dei principali centri logistici nella conduzione del conflitto e formidabile avamposto su cui difendersi e condurre le operazioni.
BUENOS AIRES, ELEZIONI MIDTERM: VITTORIA SCHIACCIANTE DI MILEI
Il presidente argentino Javier Milei ha ottenuto un’inaspettata vittoria alle elezioni di metà mandato dove la sua coalizione (“La libertà avanza”) ha raggiunto il 40,84% dei consensi, nonostante gli scandali di presunta corruzione che lo hanno interessato. La vittoria permette ora a Milei di consolidare il lavoro svolto fino ad ora e pertanto di rinforzare la sua figura di leader, per molti alquanto carismatica, cosí come il suo programma ritenuto “anarcocapitalista”, ricetta da lui stesso propugnata quale l’unica via possibile per smettere la crisi economica che attanaglia Buenos Aires da decenni.
