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MEDIO ORIENTE E UCRAINA, TRATTATIVE E TENSIONI TRA TREGUE E ARMI

NOTIZIE DAL MONDO - Un riepilogo ragionato delle notizie internazionali

Notizie dal Mondo

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Di Nicola Rubiu

MEDIO ORIENTE, AL VIA DISCUSSIONE PIANO PER TREGUA

Il 7 ottobre ricorre l’anniversario della strage compiuta dalle milizie di Hamas, al-Aqṣā, meglio nota come “operazione diluvio”, che ha riportato il Medio Oriente in fiamme. Dopo due anni di estenuanti combattimenti e la dura reazione gerosolimitana, l’organizzazione armata si è detta pronta ad accettare il piano in venti punti proposto dall’amministrazione americana per porre fine alle ostilità nella Striscia. Pur non essendo pienamente soddisfacente per la parte palestinese, la bozza sta venendo in queste ore discussa a Sharm el-Sheikh in Egitto, a cui hanno preso parte insieme ad Israele anche le delegazioni arabe sotto l’egida del Movimento islamico di resistenza, segno che dimostra come, pur arrivando ad una possibile e auspicabile tregua, tale gruppo mantiene ancora i suoi contatti con Teheran. Sul tavolo delle trattative la richiesta pertanto che la drammatica azione militare israeliana non si ripeta. Centrale sarà di conseguenza come il mediatore, ossia il Qatar di al-Thani, vorrà muoversi tra le parti; l’emiro qatariota ha infatti affermato che il suo lavoro servirà a “portare avanti il ​​piano di cessate-il-fuoco e il rilascio degli ostaggi”.

NORD STREAM, TUSK: PROBLEMA SUA COSTRUZIONE, NON DISTRUZIONE

È tornata in queste ore al centro la questione del celebre gasdotto Nord Stream, distrutto il 26 settembre 2022 ancora in circostanze non chiare, e su cui si è oggi espresso il primo ministro polacco Donald Tusk, essendo stato fatto il nome di un possibile indagato, cittadino ucraino: “non è nell’interesse di Varsavia” estradarlo in Germania per un suo coinvolgimento nel sabotaggio dei gasdotti Nord Stream 1 e 2. Il messaggio del governo polacco a Berlino è chiaramente diplomatico: anche dopo la fine delle ostilità in Ucraina, Varsavia si farà perno di una nuova Nato ormai centrata sull’Europa orientale, in contenimento della Russia, e per impedire che la Germania torni a fare affari con Mosca come è stato dalla fine della guerra fredda ad oggi, specificando non a caso di essere del tutto contraria alla costruzioni di nuovi gasdotti che possano agevolare la ripresa del dialogo tra tedeschi e russi: “Il problema del North Stream non è che è stato fatto saltare in aria. Il problema è che è stato costruito”. Affermazione forte, foriera di crisi diplomatica.

USA, DECLASSATO DOCUMENTO CIA CONTRO BIDEN

Oggi il direttore della Cia John Ratcliffe ha annunciato di aver declassificato una relazione ufficiale in cui è emerso come la famiglia Biden interagisse con alcuni funzionari ucraini per portare avanti gli interessi economici della famiglia stessa, sostanzialmente per ottenere determinate agevolazioni in campo commerciale. Ratcliffe ha infatti twittato: “Un doppio standard all’interno del governo degli Stati Uniti in materia di corruzione e potere politico”. Il rapporto (documento Pdf) è in realtà censurato, tranne le parti che sono state volutamente fatte trapelare. Il messaggio è dunque ambivalente, in quanto indirizzato indirettamente all’amministrazione americana, essendo lui uno dei bracci destri di Trump: da una parte si tratta di un monito ai membri degli apparati più bellicisti, pertanto contrari a concessioni in favore di Mosca nel caso si raggiunga un cessate il fuoco, fortemente voluto invece da questo governo, dall’altra è un messaggio anche a Zelensky, cosí avvertito dell’urgenza di posare le armi e accettare quella che suona del tutto come una resa pur di arrivare alla fine delle ostilità.

SIRIA, DAMASCO AL VOTO NELLA FASE POST ASAD

A Damasco sono stati pubblicati gli esiti delle elezioni indirette per formare il primo parlamento della Siria dalla fine del regime degli al-Asad: sono stati contati al voto circa 6 mila membri dei collegi elettorali regionali, i quali hanno votato candidati che hanno potuto concorrere al seggio solo previa approvazione del nuovo governo di Ahmed al-Shara’a (Jolani). Questi andranno a formare quasi due terzi dei 210 seggi complessivi, mentre i 70 parlamentari rimanenti verranno selezionati direttamente dallo stesso al-Jolani. Interessante notare che i candidati che ricopriranno tali seggi sono in maggioranza musulmani sunniti, con dieci membri di minoranze religiose o etniche (curdi, cristiani, alauiti).

GUERRA UCRAINA, TRUMP: OK INVIO TOMAHAWK A KIEV

Dinnanzi al problema politico sull’invio di particolari armamenti a Kiev, e dopo diversi giorni di esitazioni, il presidente americano Donald Trump ha concluso e annunciato di aver “preso in un certo senso una decisione” sulla fornitura di missili da crociera subsonici Bgm-109 “Tomahawk” a lungo raggio (fino a 2.500 chilometri) all’esercito ucraino. Tali armamenti, stando alla prassi della logistica militare, passerebbero prima ai paesi Nato europei e poi trasferiti alle Forze armate di Kiev. Ciononostante, la fornitura verrà attentamente analizzata dall’amministrazione americana, come ricordato dallo stesso Trump, sostenendo che si tratta di capire come Kiev intenda utilizzare i missili sopra citati contro la Federazione russa, prima quindi che gli ucraini possano utilizzarli sul campo. La risposta russa non si è fatta attendere, con Putin che ha affermato come l’invio proprio dei Tomahawk rischi di segnare una “fase di escalation completamente nuova”, ponendo a rischio le linee rosse tanto ricordate in piú occasioni dal Cremlino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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