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CRISI GLOBALI: DAL CESSATE IL FUOCO IN UCRAINA E SUDAN ALLE TENSIONI SU TAIWAN E VENEZUELA

NOTIZIE DAL MONDO - Un riepilogo ragionato delle notizie internazionali

Notizie dal Mondo

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Di Nicola Rubiu

GUERRA UCRAINA, PRIMI INCONTRI PER CESSATE IL FUOCO

Il segretario americano Dan Driscoll ha avuto un incontro riservato con alcuni esponenti del Cremlino presso Abu Dhabi per comprendere quanto sia fattibile al momento il congelamento del conflitto in Ucraina. Non solo, nel mentre in cui si teneva tale riunione negli Emirati Arabi Uniti, prendeva piede anche la diplomazia a Washington: americani e ucraini infatti starebbero ragionando su un piano composto in diciannove punti, dunque non più ventinove come si credeva inizialmente dopo i primi tentativi dell’inviato a Mosca Witkoff. Stando peró alle prime rivelazioni, gli aspetti più spinosi verranno discussi dai leader di Russia e Ucraina, e per tanto il viceministro degli Esteri ucraino Sergiy Kyslytsya non ha esitato a definire queste prime trattative con gli americani “intensi” e “produttivi”, ricordando che la bozza presentata suo tempo dallo stesso Witkoff è stata “completamente rivista”. Proprio però in questi ultimi giorni i militari russi hanno lanciato un massiccio attacco  servendosi di munizioni circuitanti e missili balistici intorno a Kiev e altri distretti del Paese, colpendo infrastrutture energetiche e aree residenziali. 

XI-TRUMP, TELEFONATA PER DISCUTERE DI TAIWAN E UCRAINA

Il presidente cinese Xi Jinping ha telefonato al presidente americano Donald Trump. Al centro della telefonata i due hanno affrontato il tema spinoso intorno a Taiwan, specialmente ora vista l’animosità del momento ma soprattutto i pessimi rapporti tra Pechino e Tokyo. Ricordiamo infatti che la dirigenza mandarina non ha niente affatto gradito le ultime affermazioni da parte del Giappone, dove la neoeletta premier Sanae Takaichi ha ricordato che qualora Pechino intervenisse militarmente per conquistare Taiwan, Tokyo non esiterebbe a rispondere con le armi. Per questo, e anche per calmare gli animi, il leader cinese ha sottolineato allo stesso Trump che il controllo di Pechino su quest’isola è questione centrale, sia per la Cina che per la stabilità dell’ordine globale dal secondo dopoguerra. Nonostante ciò, pare che il presidente americano abbia voluto concludere la telefonata sull’andamento del conflitto ucraino, chiaramente prioritario per Washington.

VENEZUELA, SCONTRO APERTO CON WASHINGTON

Gli apparati di sicurezza americani hanno ufficialmente classificato il presidente del Venezuela Nicolás Maduro e i membri del suo entourage governativo quali sostenitori del Cártel de los Soles (cartello dei soli), un’organizzazione terroristica internazionale che opera nel traffico di droga. Secondo Washington infatti Maduro sarebbe uno dei principali collaboratori di tale organizzazione, ragion per cui ci potrebbero essere serie infiltrazioni all’interno del governo venezuelano, prova che si tratta di una entità che opera quale struttura criminale capace di influenzare le istituzioni del paese latino-americano fino anche nei gangli delle sue forze armate. L’aspetto politico e propagandistico non è certo sfuggito all’attenzione mediatica: in tal modo infatti il governo americano, additando Maduro quale potenziale terrorista, può minacciarlo tramite diversi strumenti, non ultimo l’intervento militare mirato, come già paventato proprio dal presidente Trump. La risposta di Caracas non si è fatta attendere, derubricando la questione definendo la possibilità della risposta militare da parte statunitense una “ridicola invenzione”, un semplice pretesto quindi per distruggere la sovranità venezuelana attraverso il cambio di regime.

AFGHANISTAN, PAKISTAN RISPONDE AD ATTENTATO KAMIKAZE DI PESHAWAR

I militari del Pakistan hanno bombardato Gurbuz, distretto situato in Afghanistan, precisamente nella provincia di Khowst, a seguito del quale si contano nove bambini deceduti e una donna. L’attacco è poi continuato con altri raid che hanno colpito le regioni di Kunar e Paktika, provocando quattro feriti nella popolazione che abita quel territorio. Perché tale iniziativa militare? L’offensiva aerea da parte di Islamabad è la risposta all’attentato kamikaze contro il quartier generale della polizia paramilitare pakistana a Peshawar da parte di Jamaat ul-Ahrar, gruppo paramilitare talebano notoriamente finanziato e armato da Kabul.

SUDAN, HEMETTI ACCETTA CESSATE IL FUOCO

Le Forze di supporto rapido (Rsf) comandate dal celebre maresciallo Mohamed Hamdan Dagalo (da “Hemetti”) hanno accettato una tregua umanitaria unilaterale della durata di novanta giorni, in accotdo con l’esercito regolare sudanese capeggiato dal presidente ad interim Abdel Fattah Abdelrahman al-Burhan. Lo stesso RSF ha ribadito di aver accettato di porre in essere la tregua per via soprattutto delle continue richieste e pressioni internazionali da parte di Stati Uniti, Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Unione Africana. Il maresciallo Hemetti ha promesso, stando alle dichiarazioni svolte da lui stesso tramite un video messaggio, che si lascerà campo libero ai soggetti operanti nei soccorsi umanitari, tutelando questi cosí come le strutture ospedaliere e di emergenza sul territorio pronte ad intervenire, coinvolgendo altri attori, anche internazionali.

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