NEWSARDE.IT Il quotidiano online della Sardegna

Logo Newsarde
Home Esteri Crisi Globale e Nuovi Equilibri: Caduta del Governo Scholz, Accordo Etiopia-Somalia, Zelensky in NATO e il Passaggio Trump-Biden

Crisi Globale e Nuovi Equilibri: Caduta del Governo Scholz, Accordo Etiopia-Somalia, Zelensky in NATO e il Passaggio Trump-Biden

NOTIZIE DAL MONDO - Un riepilogo ragionato delle notizie del mondo

Notizie dal Mondo

CONDIVIDI

Di Nicola Rubiu

GERMANIA, CADE GOVERNO SCHOLZ

ย 

Il governo guidato da Olafย  Scholz รจ stato sfiduciato, dunque costretto alle dimissioni. Evento di cui giร  da qualche tempo si vaticinava il mese scorso nelle varie opinioni pubbliche continentali, la celebre โ€œcoalizione semaforoโ€ รจ pertanto giunta alla fine, a seguito delle divergenze tra liberali e socialdemocratici circa le misure contro lโ€™indebitamento. Si puรฒ dire, a ben vedere, che si tratta dellโ€™ultima fase dellโ€™era Merkel, la quale aveva provato il passaggio di testimone proprio con il cancelliere Scholz, oggi scopertosi fallimentare, di fronte alla crisi economica innescata dalla guerra in Ucraina e le conseguenze politiche che questa ha portato proprio in Germania. Le elezioni parlamentari si terranno il 24 febbraio e chiunque riuscirร  a spuntarla โ€“ seguendo quanto offrono i sondaggi saranno i cristiano-democratici di Friedrich Merz โ€“ si troverร  a guidare un paese in crisi profonda. Le pressioni americane e il modo in cui verrร  condotto il tanto atteso negoziato sulla situazione in Ucraina per portare il conflitto ad un duraturo congelamento molto probabilmente peggioreranno la crisi dโ€™identitร  tedesca, insieme poi allโ€™avanzare del partito AFD, oggi primo negli stati della Germania orientale e prossimo ad accaparrarsi maggiori consensi in tutta la repubblica federale, specialmente in Baviera, principale regione della Bundesrepublik. Si profila quindi una Germania profondamente diversa quella che si mostrerร  nei prossimi anni, introvertita e impoverita, in un continente europeo caotico, ora che i legami con la Russia sono stati recisi e probabilmente verranno indeboliti anche quelli con la Cina, non a caso i due principali partner commerciali, dopo gli Stati Uniti, della Germania.

ย 

AFRICA, ACCORDO ETIOPIA-SOMALIA

ย 

Etiopia e Somalia hanno finalmente raggiunto un accordo che quantomeno congela le tensioni che i due paesi del Corno dโ€™Africa avevano dopo la firma del memorandum tra Addis Abeba e Somaliland dello scorso gennaio e che garantiva allโ€™Etiopia uno sbocco verso lโ€™importante porto di Berbera con vicino una zona franca in cui edificare una base militare etiope, con in cambio il riconoscimento dellโ€™indipendenza del Somaliland: il punto dellโ€™accordo che ha fatto precipitare ai minimi storici le relazioni tra questi due paesi fino ad una pericolosa escalation militare; accuse e minacce si sono susseguite per mesi, fino allโ€™inizio di dicembre quando il governo della Somalia ha accusato lโ€™Etiopia di fornire armi e truppe nellโ€™Oltregiuba, altra regione somala dichiaratasi autonoma nel 1998 e in rotta con il governo federale di Mogadiscio, con il rischio di inglobare nella contesa lโ€™Egitto, giร  dichiaratamente ostile ad Addis Abeba, e di conseguenza di far sprofondare nel caos e nella guerra metร  dellโ€™Africa centrale. Al centro dei giochi vi รจ quindi il controllo del Mar Rosso, centrale per ogni collettivitร  che intenda accaparrarsi le materie prime lรฌ giร  presenti e quelle commerciate via mare tramite canale di Suez, da sempre sotto lโ€™occhio dellโ€™Egitto che cosรญ vedrebbe ampliarsi il proprio spazio di azione e influenza, fino ad ora negato proprio per il minor controllo degli egiziani su quella porzione di continente africano. Situazione, come giร  ricordato sopra, a rischio implosione proprio ora riguardo lโ€™accordo siglato in favore dellโ€™Etiopia intorno al porto di Berbera. Di conseguenza con lโ€™intesa dellโ€™11 dicembre la Turchia, che si รจ fatta garante della firma tra Etiopia e Somaliland, si รจ definitivamente erta a patron del Corno africano.

ย 

NATO, ZELENSKY A BRUXELLS

ย 

Incerto e preoccupato sul futuro del paese di cui รจ presidente, Volodymyr Zelensky ha preso parte ad un vertice a Bruxelles in cui ha chiesto ulteriori sforzi da parte dei paesi NATO in materia di aiuti militari allโ€™Ucraina. Ennesima richiesta che ora suona impellente per il presidente ucraino, soprattutto a seguito della recente vittoria elettorale di Trump, pronto a suo dire ad un dialogo con Putin per fermare il conflitto. Il timore degli ucraini รจ infatti che il futuro negoziato sia svolto solamente tra Washington e Mosca cosรญ da impedire che Kiev possa avere voce in capitolo, e che pertanto sia costretta, cosa che molto probabilmente accadrร , ad accettare una spartizione territoriale ineguale, ossia a svantaggio degli ucraini stessi. Non รจ un caso infatti che il segretario generale Mark Rutte abbia espresso la necessitร  di migliorare leย posizioniย delle Forze armate di Kiev sul campo di battaglia prima di eventuali negoziati con Mosca, sollecitando gli alleati affinchรฉ l’Ucraina venga dotata di nuove difese aeree e rifornita del dovuto munizionamento: Zelensky punta quindi a ottenereย altri diciannove sistemi per la difesa dei cieli a protezione delle infrastrutture critiche.

ย 

USA, CONTINUITร€ TRUMP/BIDEN

ย 

A meno di un mese dallโ€™insediamento di Donal Trump quale nuovo presidente americano, Joe Biden prepara il passaggio del testimone al prossimo inquilino della Casa Bianca, organizzando le carte, cioรจ i dossier politici e diplomatici, che attendono The Donald nel futuro imminente. Di recente infatti lโ€™amministrazione uscente ha dato il via ad una nuova indagine sui semiconduttori โ€œlegacyโ€, capaci di superare i ventotto nanometri e prodotti in Cina, situazione che potrebbe condurre allโ€™inasprimento delle sanzioni contro Pechino, non a caso misure giร  nellโ€™agenda del tycoon newyorkese, dalle automobili alle telecomunicazioni: Katherine Tai, rappresentante per il Commercio, ha dichiarato che lโ€™indagine mira a proteggere i produttori statunitensi e di altri Paesi dai massicci investimenti statali cinesi nellโ€™industria nazionale dei chip per lโ€™elettronica di consumo. Lโ€™indagine potrebbe offrire a Trump il mezzo per imporre dazi del 60 per cento alle importazioni dallaย Cina. Il presidente uscente Biden ha giร  imposto un dazio del 50 per cento sui semiconduttori cinesi, che entrerร  in vigore il primo gennaio. Lโ€™amministrazione in carica ha anche inasprito le restrizioni alle esportazioni di intelligenza artificiale avanzata, chip di memoria e attrezzature per la produzione di chip.

ย 

ย 

ย 

ย 

ย 

ย 

ย 

 

CONDIVIDI

Cerca

Articoli recenti