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Unione Europea – Commissione UE destina 100 milioni di euro a imprese in Sardegna, ma esclude l’agricoltura

I nuovi aiuti sotto forma di sovvenzioni dirette, garanzie o prestiti agevolati.

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Di Salvatore Loriga

La Commissione europea, con una sua decisione non riservata ed immediatamente consultabile con il numero SA.107711 nel sito web della stessa Commissione, ha approvato in queste ore ed in data odierna 10 agosto, un regime di aiuti di Stato da 100 milioni di euro a sostegno delle imprese attive in Sardegna, nel contesto della guerra della Russia contro l’Ucraina, per promuovere la transizione verde verso un’economia a zero emissioni e la riduzione della dipendenza dai vari combustibili, quali ad esempio benzina e gasolio.

 

Questi nuovi aiuti assumeranno la forma di sovvenzioni dirette, garanzie o prestiti agevolati.

 

La misura sarà accessibile alle imprese attive in numerosi settori economici, ma con l’esclusione del settore primario e del settore finanziario.

 

La Commissione ha concluso che la misura si è resa necessaria in quanto il regime italiano è in grado di porre in atto, in maniera adeguata e proporzionata, eventuali rimedi che potrebbero scaturire ad un eventuale turbamento della sua economia.

 

Ossia l’Italia è, come Stato membro, perfettamente in linea con l’articolo 107, paragrafo 3 (b) TFUE e con le condizioni stabilite nel Temporary Crisis and Transition Framework.

 

In particolare gli aiuti:

1) non dovranno superare i 2 milioni di euro per beneficiario, o 300.000 euro per le imprese attive nei settori della pesca e dell’acquacoltura;

2) saranno erogati prima del 31 dicembre 2023.

 

Questo nuovo regime di aiuti è stato approvato nell’ambito del quadro temporaneo di crisi e transizione per le misure di aiuto di Stato, adottato dalla Commissione il 9 marzo 2023.

 

Nuovo quadro che modifica e proroga in parte il quadro temporaneo di crisi, adottato il 23 marzo 2022 per permettere agli Stati membri di sostenere l’economia nel contesto dell’attuale crisi geopolitica, già modificato il 20 luglio 2022 e il 28 ottobre 2022, proprio con lo scopo di porre rimedio alla carenza di liquidità delle imprese, ammissibili ei di tutte le dimensioni, attive in Sardegna.

 

Peccato che il maggior comparto produttivo, sia come numero di aziende che come rilevanza sociale, ossia quello del settore primario, agricoltura e pastorizia, sia stato esplicitamente escluso, anche se, bontà loro, hanno fatto rientrare in questo pacchetto di aiuti, almeno la pesca e l’acquacoltura!

 

Come se il settore primario non sia interessato alla transizione verde e non abbia bisogno di aiuti e sovvenzioni, ma debba esclusivamente ubbidire e fare quello che gli viene detto, senza protestare!

 

Speriamo solamente che, dato che questi fondi devono essere erogati prima del 31 dicembre 2023, non intervengano altre problematiche, ad esempio burocratiche con le quali in Sardegna siamo maestri, ad ulteriore discapito degli altri settori ammissibili al finanziamento!

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