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UNIONE EUROPEA – Christophe Hansen, lussemburghese, nominato Commissario europeo all’Agricoltura.

✅ Parte il nuovo ciclo (2024-2029) ma all’insegna dei problemi

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Di Salvatore Loriga

Dopo mesi di trattative la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha finalmente presentato la sua nuova squadra per il ciclo 2024-2029 e, per quanto riguarda il settore primario, ha nominato commissario all’agricoltura Christophe Hansen, lussemburghese di 42 anni, che prende il posto del polacco Janusz Wojciechowsky.

 

Per quanto fino ad oggi non si sia occupato del settore primario, parte bene con un curriculum universitario ricco di specificità, in quanto laureato in geoscienze, scienze ambientali ed gestione dei rischi.

 

Hansen, delegato anche all’Alimentazione, troverà sul suo tavolo tantissime problematiche, tra cui la riscrittura della nuova PAC, che ha creato non pochi problemi alla Sardegna, all’Italia ed a tutto il settore primario europeo, e dovrà coniugare il bilancio comunitario con le esigenze del mondo agricolo ed ambientale.

 

Delega che dovrà seguire le indicazioni fatte pervenire con una lettera di missione pubblica, inviata dalla Von der Leyen, dove vengono indicate le priorità quali lanciare una nuova visione per l’agricoltura dell’Ue, entro i primi 100 giorni di mandato, dar vita a una Politica agricola comune (PAC) per garantire un sostegno mirato agli agricoltori che ne hanno più bisogno, ma promuovere anche risultati ambientali e sociali positivi attraverso premi e incentivi per i servizi ecosistemici.

 

Obiettivi, che saranno supervisionati direttamente dal vicepresidente esecutivo alla Coesione e le riforme, l’italiano Raffaele Fitto, ma che avrà il diretto coinvolgimento anche con la politica svedese Jessika Roswall, che ha avuto la delega dell’ambiente, della resilienza idrica e di un’economia circolare competitiva, per la definizione di una strategia dell’Ue per la resilienza idrica.

 

Come sempre, al centro del mandato c’è la necessità di garantire il giusto reddito agli agricoltori comunitari, per evitare che siano “costretti a vendere sistematicamente i loro prodotti al di sotto dei costi di produzione”, si legge nella lettera della presidente.

 

Ora che finalmente l’Ue ha un suo Commissario, aspettiamo di vedere cosa succederà al settore primario e, in particolare, alla tanto attesa riforma della PAC che, si spera, venga adeguata alle reale situazione del mondo agricolo.

 

La filiera agroalimentare italiana, che dai campi arriva alle tavole di tutto il mondo, ha un peso sull’l’export che vale circa 65 miliardi di euro, e sarà fortemente influenzata dalle decisioni che la Commissione prenderà anche sulle questioni climatico-ambientali e su quelle commerciali.

 

Almeno per quanto riguarda la Sardegna sarà prevalentemente compito della politica regionale fare in modo che il settore primario non venga schiacciato ma, al contrario, tutelato e valorizzato nelle sedi opportune per far arrivare le proprie istanze a livello comunitario e cambiare la situazione in cui si trova attualmente.

 

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