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AMBIENTE – Siamo affamati di energia, ma quali sono le migliori fonti disponibili?

✅ Dall'energia alternativa al nucleare, per l’UE va tutto bene, l’importante avere zero emissioni gas serra

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Di Salvatore Loriga

A leggere quello che si trova sui principali mass media, sembra proprio che per rispettare il Green Deal, a cui aderiamo, e che ci impone di portare a zero il bilancio netto di emissioni di gas serra in Europa entro il 2050, non ci sia altra alternativa che ricorrere all’installazione di energia rinnovabile, eolico o solare.

 

Eppure se ci si guarda bene in giro e ci si informa meglio, non è proprio così.

 

Ci sono tantissime altre possibilità, anche perché noi siamo un popolo energivoro e, volente o nolente, da qualche parte l’energia, verde ed a zero emissioni, proprio come ci chiede l’Unione Europea, la dobbiamo produrre.

 

Tra queste fonti, nonostante sembrava che fosse stata messa nel dimenticato, specialmente perché mal vista dalla popolazione e perfino bocciata da due referendum nazionali, quello del 1987 e del 2011, torna a far parlare di se il nucleare che, nonostante tutti i suoi difetti, ha l’indubbio vantaggio di non produrre gas serra.

 

Nucleare di nuova generazione che si sta attivamente studiando, dopo una prima fase pioneristica e molto pericolosa, con tecnologia basata sulla fissione ma anche sulla fusione che, per quanto quest’ultima sembri ancora più sicura, ha tempi di fruizione molto lunghi e che al momento sono ben lungi dall’essere di pubblico utilizzo. Invece la fissione, che ben conosciamo ed in cui l’uranio-235 si scinde in due nuclei più piccoli con l’emissione di un neutrone che colpisce un altro nucleo di uranio-235, stimolando così una reazione a catena di scissione, che genera molta energia e molti elementi di scarto radioattivi, quali appunto le famose scorie, con tempi di decadimento lunghissimi, sembra stia subendo un processo tecnologico evolutivo molto positivo.

 

Si è infatti arrivati a sviluppare reattori di IV generazione che sembrano poter risolvere il problema delle scorie radioattive, non solo di quelle future, ma anche di quelle che sono state prodotte in passato nei primi impianti. Con indubbi vantaggi ambientali per noi e per le generazioni future.

 

Bisogna pensare seriamente a cosa si vuole fare, a chi ci circonda e a ciò che fa. Infatti non bisogna guardare solamente a quello che si fa in Italia, è necessario rendersi conto che in questo mondo globalizzato ci sono operative 440 centrali nucleari, progettate negli ultimi 15-20 anni, e che ben 100 si trovano nella sola Europa, da cui arriva circa un terzo dell’energia che ci serve. Senza considerare che, a livello mondiale, ci sono in costruzione un’altra cinquantina di centrali.

 

Noi non possiamo far finta che non esistano, mentre in tutta Europa le tengono in forte considerazione come considerano anche tutte le altre forme di produzione energetica verde, ad emissioni zero di gas serra! Ecco perché, a livello mondiale, stanno andando avanti, e velocemente, gli studi e le sperimentazioni di produzione di energia dal nucleare, sia dalla fissione che dalla fusione. Però, come detto, siamo un popolo energivoro, e quello che produce una centrale nucleare rispetto alle energie alternative, a parità di superficie investita, è enorme ed il loro utilizzo viene sempre più considerato.

 

Nondimeno la sicurezza è prioritaria e fondamentale ed ecco perché, con questo spirito, si è già arrivati alle centrali di quarta generazione, parlando di fissione, che sembra siano in grado di risolvere anche il problema dei rifiuti radioattivi.
Vantaggi importanti, di questa nuova tecnologia e che con i primi “pioneristici” impianti non si avevano, sono appunto che può utilizzare combustibili più comuni in natura, rispetto all’uranio-235, utilizzato troppo spesso per scopi puramente geopolitici, ma anche di “bruciare” le scorie nucleari, sue e non solo, contribuendo a risolvere l’annoso problema generato dalle precedenti centrali.

 

Riuscendo a portare il tempo della radiotossicità del combustibile esaurito dai 100mila anni previsti a soli 300, eliminando il problema della loro conservazione in siti geologici stabili e profondi.

 

E’ chiaro che per produrre energia pulita ci sia ancora molto da fare e che a causa delle nostre continue richieste siamo in una fase di transizione energetica che sta creando non poche perplessità ambientali e discussioni politiche e non solo. Periodo che si spera duri il meno possibile, e che serva per riuscire a produrre energia pulita e sicura per tutti noi.

 

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