GOCEANO -> L’ultimo giorno dell’anno in alcuni paesi della Sardegna, in particolare nel Goceano, Lugudoro e Barbagia, si festeggia “Su Candelarzu”.
Il nome di questa antichissima tradizione trae origine probabilmente dalle “Kalendae romane”, ossia il primo giorno di ciascun mese nel calendario romano. In altri centri viene chiamato in modo diverso.
La ricorrenza, che si svolge comunque sempre il giorno di San Silvestro, a Bitti è denominata “S’arina capute”, a Orgosolo “Sa Candelaria”, a Buddusò “Sa fita” .
Per certi versi è lo stesso identico rito che si celebra il 31 ottobre in n umerosi centri dell’Isola, chiamato “Petti coccone” o “Mortu mortu”.
Con questi eventi si chiude l’anno in corso con l’auspicio dell’arrivo di uno migliore.
Si tratta di un avvenimento che ha per protagonisti sempre i bambini. Con i loro sacchetti, che poi sono delle federe di cuscino colorate, escono per le vie del paese e le famiglie donano loro dolciumi, nocciole, mandorle, castagne e qualche soldino.
Anticamente si preparavano diversi tipi di pane speciale a forma di bastoncino, chiamato “S’accheddu” oppure “Sas rughittas” per la loro forma di croce, che è quello che alcune signore anziane preparano ancora oggi. Un altro ancora, “Su Cabude”, ha una forma ovale.
Ad ogni bambino ne venivano donati 12, il numero dei mesi dell’anno a venire, come segno di augurio e prosperità. (r.s.)
foto di copertina di @faki.falchi (Bultei)
