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POSADA – COMITATO PER UNA NUOVA DIGA PER LA BARONIA

✅ L'invaso nascerebbe nella valle di "ABBA LUCHENTE" e servirebbe un territorio di 600 KM quadrati

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Di Redazione

POSADA > L’alta Baronia potrebbe disporre di un altro bacino di accumulo idrico per scongiurare la siccità, attraverso la costruzione di un nuovo sbarramento oltre a quello già esistente del “Maccheronis”.

 

Il progetto, di cui si iniziò a parlare già diversi decenni fa, è ritornato prepotentemente di attualità per due motivi, paradossalmente agli antipodi: la crisi idrica degli ultimi anni, caratterizzata da una straordinaria scarsità di precipitazioni e, viceversa, le ingenti piogge di questi ultimi giorni che, per ovvi motivi di sicurezza, hanno imposto lo sversamento di milioni di metri cubi di acqua per prevenire il rischio di esondazione. Risorse idriche che, con la costruzione di un nuovo bacino, avrebbero garantito la definitiva risoluzione delle restrizioni che, puntualmente, vengono imposte ad ogni stagione secca.

 

Per sostenere il progetto a Posada è stato costituito il “Comitato Abba Luchente”, organismo che riunisce allevatori, agricoltori, imprenditori, amministratori locali e cittadini, con l’obiettivo di promuovere la realizzazione della nuova diga, bacino che nascerebbe nella omonima valle, dove si incontrano il fiume Posada con il Rio Mannu che scorre da Bitti, a monte dell’invaso di Maccheronis”.

 

Intenzione del sodalizio è quello di promuovere azioni di sostegno per la costruzione del nuovo invaso, sensibilizzando le istituzioni e l’opinione pubblica sull’importanza strategica di tale opera.

 

“Anche se sarebbero necessari interventi urgenti sulle reti e sulle condotte, che perdono quasi il 50% dell’acqua durante l’adduzione, il progetto della nuova diga resta l’obiettivo da raggiungere per garantire il contrasto alle crisi idriche, di fronte alle quali l’attuale diga di Maccheronis non può più sostenere” -si legge nella nota informativa diffusa dal portavoce del comitato, il consigliere provinciale e consigliere comunale di Posada, Giorgio Fresu.

 

“Anche il sovralzo della diga di Maccheronis, il cui completamento dei lavori è previsto nella migliore delle ipotesi a fine 2027, non è più sufficiente ad assicurare l’apporto idrico negli anni a venire per usi domestici ed agricoli. La diga di Torpè –si legge nella nota stampa- è ormai superata, come peraltro ha sottolineato nei giorni scorsi anche l’Assessore regionale dei Lavori pubblici, Antonio Piu, il quale ha confermato la necessità di realizzare un nuovo e più capiente invaso.”

 

Il bacino “Abba Luchente” potrebbe arrivare ad una capacità di 80 milioni di metri cubi d’acqua, di molto superiore quindi al Maccheronis.

 

Già nei primi anni ’90 furono eseguite indagini geognostiche, geofisiche, rilievi aerofotogrammetrici, consulenze ingegneristiche e geologiche. Nel 1998 fu elaborato un progetto preliminare che nel 2002 fu utilizzato per procedere alla progettazione definitiva per uno sbarramento a gravità con un’altezza di 64 metri. Secondo gli studi e le analisi effettuate a suo tempo, l’invaso garantirebbe il servizio idrico ad un’area di quasi 600 chilometri quadrati, compresa tra i territori di Galtellì, Irgoli, Loculi, Onanì, Onifai, Orosei, Posada, Siniscola, Torpè, Lodè, Budoni, San Teodoro.

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