di Cristina Pilleddu
PORTO TORRES – Lโoperazione denominata Pollex 2021 ha richiesto la simulazione di un intervento complesso, lo sversamento accidentale di duemila litri dโidrocarburi in mare, dal porto industriale fin oltre i confini dellโarea turritana, ed ha visto il coinvolgimento di numerosi soggetti pubblici e privati che coordinati dalla Capitaneria di Porto hanno lavorato insieme per contrastare la minaccia ecologica.
Appurata la fuoriuscita di circa 2mila litri dโidrocarburi nello specchio dโacqua adiacente alla piattaforma B del porto industriale di Porto Torres, durante le operazioni di scarico di una nave ormeggiata presso il pontile liquidi dello stabilimento Eni โVersalis, ha fatto scattare immediatamente il piano di emergenza che ha permesso di bloccare la discarica con la chiusura del collettore di aspirazione e il distacco del braccio di carico.
Con lโattivazione dei mezzi navali della Guardia Costiera e dei Vigili del Fuoco, insieme ai servizi tecnico-nautici portuali e dei mezzi disinquinanti della societร Sardantinquinamento, รจ stato recuperato il prodotto sversato attraverso panne galleggianti e assorbenti. Si รจ provveduto inoltre a delimitare lโestesa chiazza di materiale inquinante derivante dallโesterno della diga foranea che si spingeva fino allโarea marina protetta dellโAsinara e ai siti della Rete natura 2000.
Lโannuale esercitazione e lโampio dispiegamento di forze si sono resi necessari per la definizione del Piano Operativo di pronto intervento locale contro gli inquinamenti marini, il documento che la Guardia Costiera di Porto Torres aggiorna costantemente in conformitร a quanto previsto dal vigente Piano nazionale del Mite.
