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Olbia – Un sistema di canali per salvare la città dalle alluvioni

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Progetto di fattibilità presentato dal Comune ai cittadini

 

OLBIA. Nessuna vasca di laminazione all’interno della città, ma un sistema di canali che farà da gronda attorno all’abitato e raccoglierà solo le acque di piena per trasferirle in mare nel golfo di Olbia, a valle: il progetto di fattibilità tecnico ed economica “Olbia e le sue acque” firmato dalla Technital dell’ingegnere Simone Venturini è stato presentato ai cittadini in un’assemblea pubblica alla presenza del primo cittadino di Olbia Settimo Nizzi, a poche ore dall’anniversario del decennale del passaggio del ciclone Cleopatra sulla città.
 

Quasi 180 milioni di euro è l’importo complessivo dei lavori, una somma cresciuta rispetto alla previsione fatta nel 2018 a causa gli aumenti dei prezziari dopo il Covid.

Una somma ingente che, come ha spiegato il sindaco Nizzi, “potrebbe essere stata individuata dalla giunta regionale, ma che dovrà essere approvata dal consiglio regionale in maniera definitiva”.
 

Stando a quanto ha illustrato l’ingegnere Venturini, il progetto è stato concepito in maniera unitaria, ma è suddivisibile in sei lotti, a cui va aggiunto un lotto accessorio che è il sistema di telecontrollo di tutte le opere.
 

La durata dei lavori per ciascuno dei sei lotti è di circa due anni.

 

“Se i lavori nei sei lotti partiranno contemporaneamente, in due anni si potrà avere la sicurezza idraulica della città.
 

Gli interventi che abbiamo messo in campo risolveranno completamente i problemi di allagamento delle aree urbane e di pericolosità, per cui la città si libererà dai vincoli urbanistici che oggi il Pai pone.

Si tratta di un interventi che ridurrà di oltre la metà le portate di piena dei corsi d’acqua e di fatto restituirà una parte importante della città ai propri cittadini.”, ha affermato Venturini.
 

Il prossimo passo sarà quello di ottenere il via libera per partire il bando del progetto esecutivo per la realizzazione delle opere.

“Abbiamo portato avanti una frequentazione assidua con gli uffici dell’Ardis e dell’assessorato regionale all’Ambiente che ci hanno permesso di fare aggiustamenti in corso d’opera – ha spiegato Nizzi – Oggi abbiamo il quadro generale delle opere che devono essere realizzate e abbiamo un ottimo progetto fatto in pieno accordo con la cittadinanza che da sempre ci chiede l’acqua fuori da Olbia e ci hanno detto no alle vasche di laminazione”.
 

Critico il gruppo di consiglieri comunali del Partito Democratico: “Un solo dato di fatto ad oggi: sono trascorsi dieci anni e la città non è stata messa ancora in sicurezza.

Si tratta dell’ennesimo annuncio che viene fatto, ma ogni sei mesi vengono fuori criticità. Abbiamo settimane fa anche presentato un’interrogazione in consiglio comunale sulle tempistiche e procedure di affidamento e non abbiamo ancora ricevuto risposte.
Ciò che conta è che restiamo in attesa del progetto esecutivo”.

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