BITTI > Il 29 giugno si è tenuta a Bitti la presentazione dell’ultimo libro dell’antropologo bittese, Bachisio Bandinu.
“Femina, né fata, né strega” il titolo dell’opera, definita anche dallo stesso autore “un azzardo”, in cui si legge di numerose tematiche che interessano la figura della donna in Sardegna e la sua evoluzione dagli anni ’50 del secolo scorso ai giorni nostri.
Il dibattito su cui si è fondata la presentazione ha interessato i numerosi partecipanti, che hanno avuto l’opportunità di porre domande all’autore. A esporre l’opera di Bandinu, Silvana Sanna e Adriana Demelas, due donne che si sono fatte portavoce di un universo, quello femminile, che ancora si interroga sulla possibilità di emanciparsi definitivamente dall’eredità storica di cui è ancora vittima.
Il libro attraversa varie epoche storiche della Sardegna dell’interno per mettere in evidenza problematiche e differenze fra un mondo, quello del dopoguerra e del boom economico, in cui la donna era controllata dalla sfera maschile, ma veniva rispettata per il suo ruolo sociale, e un mondo, quello attuale, in cui il controllo maschile è notevolmente diminuito e su cui probabilmente si fondano le cause dei sempre più diffusi femminicidi.
E’ stato un evento culturale stimolante, che ha visto il confronto fra generi e che ha messo in discussione le “regole” di un codice fortemente patriarcale a cui la donna è stata assoggettata dall’inizio dei tempi, e per cui essa ha tessuto nuovi linguaggi e modi di sentire profondi del tutto estranei alla sfera maschile.
Il dialogo fra l’autore e le presentatrici ha raggiunto l’obiettivo di analizzare e scardinare i retaggi culturali di cui tutti, comprese le donne, siamo vittime.
Il senso di attesa verso risposte certe è stato indirizzato a nuove domande che hanno permesso così di fornire prospettive altrettanto nuove, con la speranza e l’augurio che la donna possa vivere la sua condizione senza considerarla una condanna.
