di Regina Serrittu
SARDEGNA > Il virus spegne i fuochi di Sant’Antonio, ricorrenza e rito ancestrale che nel cuore della Sardegna, il 16 gennaio, apre il periodo “grasso”, quello del Carnevale barbaricino.
Il divieto è contemplato nel Dpcm che che decreta il fermo di tutte le manifestazioni di piazza fino al 31 gennaio.
“E’ un brutto colpo – denunciano gli amministratori locali – anche se faremo rispettare le restrizioni sanitarie. Per questo chiediamo con forza delle misure di ristoro per tutte quelle attività che fanno affidamento su queste manifestazioni turistiche-culturali e che incidono sensibilmente nelle piccole economie locali, che di questi riti e tradizioni secolari sono parte integrante.”
I Mamuthones di Mamoiada, Boes e Merdules di Ottana, Su Bundu di Orani dovranno, si spera, attendere la settimana di fine febbraio, covid permettendo, per sfilare nelle vie e nelle piazze della Barbagia, anche se allo stato attuale nulla fa presagire un allentamento delle misure restrittive, almeno sino a Pasqua, che quest’anno cadrà domenica 17 Aprile.
